Home Dario Violi Turismo, tante promesse, ma dove sono i fatti?

Turismo, tante promesse, ma dove sono i fatti?

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Nell’ambito di un dibattito sull’evento EXPO 2015, il Consiglio regionale ha approvato due risoluzioni sul turismo con cui la maggioranza ha cercato di dare “sostanza” a una discussione essenzialmente propagandistica attraverso la formulazione di una serie di “promesse” per sostenere il comparto economico del turismo.

I portavoce lombardi del Movimento Cinque Stelle, stigmatizzando questa circostanza, hanno espresso il loro voto contrario sul primo provvedimento (concernente “interventi urgenti in materia di turismo”) astenendosi invece sul secondo (relativo a un ’“aggiornamento normativo in materia di turismo”).

Il voto penta stellato è stato così argomentato da Stefano Buffagni, che ha seguito la vicenda insieme a Dario Violi durante il suo sviluppo nella Commissione Attività Produttive:  «sugli “interventi urgenti” non potevamo che bocciare l’iniziativa della maggioranza, visto che il documento proposto – al di là del titolo adottato – è essenzialmente un panegirico di EXPO, con qualche considerazione e qualche impegno general-generico che, ove meritevole, abbiamo comunque fatto nostro attraverso separati Ordini del Giorno, che ci hanno consentito di condividere singoli obiettivi senza dover sposare il provvedimento propagandistico in votazione». «Quanto alla risoluzione sul riordino della normativa regionale del turismo, invece, la nostra astensione è giustificata dal fatto che, benché la maggioranza abbia effettivamente accolto, durante i lavori in commissione, gran parte dei nostri emendamenti (apprezzando la bontà dei suggerimenti che abbiamo fatto pervenire solo dopo un proficuo confronto sul tema coi nostri attivisti, che saranno senz’altro in grado di scorgere – tra gli impegni della risoluzione – molte delle loro proposte), resta – di fondo – la nostra opposizione al metodo adottato, laddove, anziché elaborare una proposta di legge sulla base dei pur condivisibili principi evidenziati nella risoluzione, l’organo legislativo della Regione abdica al proprio ruolo, chiedendo l’intervento dell’organo esecutivo della Giunta».

Dario Violi aggiunge: «Abbiamo votato per “impegnare” la Regione a svolgere il suo mestiere di legislatore, anziché effettivamente svolgerlo e dunque votare la legge che oggi il Consiglio ha soltanto “promesso” di fare; ma i cittadini sono stufi delle promesse, vogliono i fatti e noi non ci stancheremo mai di ripeterlo, senza per questo smettere di lavorare per migliorare ogni provvedimento della Regione con tutti i mezzi a nostra disposizione».

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