Home Ambiente e Protezione Civile Discarica di amianto a Ferrera Erbognone: M5S Lombardia solleva dubbi sulla legittimità dell’autorizzazione AIA
Discarica di amianto a Ferrera Erbognone: M5S Lombardia solleva dubbi sulla legittimità dell’autorizzazione AIA

Discarica di amianto a Ferrera Erbognone: M5S Lombardia solleva dubbi sulla legittimità dell’autorizzazione AIA

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ITR Ferrera-Erbognone 6-05-2015In merito all’autorizzazione AIA rilasciata dalla Direzione generale ambiente di Regione Lombardia sul progetto di discarica di amianto presso il Comune di Ferrera Erbognone (PV), con decreto emanato il 27 Aprile, il M5S Lombardia ha prontamente sollevato, con un’interrogazione della consigliera regionale Iolanda Nanni, gravi dubbi di legittimità.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: “Nell’interrogazione che ho depositato oggi (“scarica qui”), ho sollevato forti elementi di criticità sulla legittimità del via-libera dato da Regione Lombardia. Tale autorizzazione è arrivata, contro la volontà unanime del territorio e dei 22 Sindaci che si battono contro questo progetto, poche settimane dopo che il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta ad applicare i criteri del Piano regionale rifiuti 2014 anche agli iter autorizzativi già avviati, secondo un principio di precauzione presente nell’ordinamento italiano e comunitario ribadito recentemente anche da una sentenza del Consiglio di Stato. Alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, della mozione e del Piano gestione rifiuti 2014 emanato da Regione Lombardia, la delibera di approvazione del progetto di discarica d’amianto presso Ferrera Erbognone potrebbe essere illegittima.”

“Il decreto autorizzativo di Regione Lombardia – continua la consigliera regionale Nanni – potrebbe essere illegittimo in quanto disapplica volutamente ed esplicitamente il vincolo ostativo della fascia di rispetto di 300 metri dalle risaie previsto dal PRGR 2014 per le discariche di rifiuti. Il piano regionale di gestione rifiuti 2014 deve essere applicato a tutela della salute e dell’ambiente, come peraltro sancito sia dalla sentenza del Consiglio di Stato sia da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La nostra interrogazione intende far luce sulla dubbia legittimità di un’autorizzazione che ha creato serie preoccupazioni fra i cittadini, i Comitati e le amministrazioni locali che assistono, ancora una volta, a dichiarazioni di intenti da parte delle forze politiche di maggioranza, non supportate da azioni che le concretizzino nei fatti. Questa interrogazione, e la relativa risposta, costituiranno inoltre un atto istituzionale ufficiale a rafforzamento del ricorso al TAR dei Sindaci, nonché delle azioni istituzionali che i nostri europarlamentari M5S, pure attenzionati sulla vicenda, stanno per intraprendere”.

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: a nostro giudizio politico, questa autorizzazione, attraverso una sorta di camuffamento dei termini, aggirerebbe le norme di legge in vigore, giustificando un’autorizzazione che, altrimenti, non sarebbe stata possibile. Su questo intendiamo accendere un faro per fare chiarezza sull’iter di un progetto dalle potenziali conseguenze devastanti per il territorio pavese”.

 

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