Home Ambiente e Protezione Civile M5S scrive al Presidente della Provincia di Pavia: NO al più grande impianto trita-inerti d’Italia

M5S scrive al Presidente della Provincia di Pavia: NO al più grande impianto trita-inerti d’Italia

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La Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni ha inviato una lettera aperta (SCARICA QUI) al Presidente della Provincia di Pavia per segnalare la grave compromissione, sotto il profilo ambientale e sanitario, del territorio pavese. In particolare, la lettera fa riferimento all’ennesimo progetto industriale per un impianto di trita-inerti da 400.000 tonnellate/annue a Landriano (PV) che rischierebbe di compromettere ulteriormente un territorio che non può più sopportare nuove fonti inquinanti.

“Mi domando – dichiara Iolanda Nanni – se la cittadinanza sia stata dovutamente informata di quello che sarà il più grosso impianto industriale trita-inerti di Italia. Sul territorio di Landriano e Comuni limitrofi, dove la ditta proponente vorrebbe insediarlo, insistono già impianti fortemente impattanti: una cava per l’estrazione di ghiaia (Cava ATE g60), un impianto di trattamento fanghi (ALAN s.r.l.), tre allevamenti intensivi e tre impianti energetici a biogas, nonché l’impianto chimico, a rischio di incidente rilevante, Bitolea. Inoltre, sempre nel medesimo territorio sorgono già tre logistiche e due sono in fase di approvazione. Il progetto di impianto di trita-inerti da 440.000 tonnellate annue è, peraltro, proposto da ECOGREEN s.r.l., società avente lo stesso proprietario e legale rappresentante di SIB s.r.l., proponente della logistica da 200.000 mq, sulla quale mi sono attivata in Regione depositando l’8 luglio un’interrogazione”.

“Nella mia lettera aperta alla Provincia di Pavia, che dovrà decidere sull’autorizzazione, ho ritenuto doveroso sollevare alcune gravi criticità relative a questo progetto industriale di trita-inerti che, date le dimensioni, sarebbe il più grande impianto industriale di questa tipologia in tutta Italia. E’ evidente che la movimentazione in entrata ed uscita di rifiuti edili per un totale di 440.000 tonnellate annue comporterà un ingente passaggio di camion, con relative emissioni di polveri sottili e diossine, in un territorio su cui già insistono 5 logistiche. Peraltro, in un contesto con un’infrastrutturazione viaria debole e inadatta a sopportare un tale peso. Inoltre il diritto comunitario prevede la consultazione dei cittadini residenti di fronte a progetti potenzialmente impattanti, ma non ci risulta che la cittadinanza sia stata informata e pertanto ho invitato la Provincia di Pavia a coordinarsi con i Comuni interessati per informare i cittadini delle conseguenze che, sull’area, porterebbe un impianto industriale di tale portata, nonché avviare una consultazione che consenta alla cittadinanza di esprimersi al riguardo.”

“Ancora una volta denunciamo che non siano avviate analisi sull’effetto inquinante cumulativo di tutti gli impianti che insistono su un determinato territorio, a livello inter-comunale (e non solo comunale come troppo spesso avviene). Nessuna Istituzione dovrebbe procedere al rilascio di autorizzazioni, con superficialità, in assenza di tali fondamentali dati. Ho proposto infine di aprire un tavolo di confronto istituzionale sulle criticità ambientali e sanitarie non solo del Comune di Landriano ma anche di quelli limitrofi o prossimi interessati da impianti impattanti sulla salute e l’ambiente, al fine di individuare modalità concrete di maggiore tutela di un territorio già gravemente compromesso che non può più ospitare nuovi impianti impattanti, a partire proprio dall’enorme impianto industriale di trita-inerti sul quale chiedo di aprire un confronto con la cittadinanza.”

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