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Maroni sta trasformando il Reddito di Cittadinanza in una farsa
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Maroni sta trasformando il Reddito di Cittadinanza in una farsa

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Dal Corriere della Sera Milano, pag 5, 22/09/2015

Dopo la riunione di ieri del gruppo di lavoro sul reddito di autonomia nel M5S la delusione è totale. «Così è una farsa» sbotta Stefano Buffagni. «Maroni vuole fare passare come reddito di cittadinanza due misure già previste. Il superticket per cui c’è uno stanziamento di 8 milioni di euro, già annunciato lo scorso maggio, per ridurre la compartecipazione alle spese sanitarie dei cittadini con reddito inferiore ai 18 mila euro. E la Dote unica Lavoro per la formazione di giovani inoccupati e disoccupati: vengono messi altri 40 milioni di euro che andranno alla fine alle imprese, non ai cittadini. Noi non ci stiamo».

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Il tema è delicato: per il M5S portare a casa il risultato sul reddito di cittadinanza in Lombardia, sarebbe un successo senza precedenti e rompere con Maroni adesso potrebbe essere controproducente. Ma l’amarezza è troppa. «Noi siamo disponibili a lavorare insieme per dare risposte concrete ai cittadini – scandisce Buffagni -. Ma non a farci prendere in giro»

Il M5S guarda oltre: «Per i primi tre mesi di sperimentazione (ottobre-dicembre) ormai c’è poco da fare – ammette Buffagni -. Ma per l’anno prossimo, tra i 200 milioni della regione e i 250 del Fondo europeo, c’è quasi mezzo miliardo in gioco. Soldi che vanno spesi al meglio» La proposta del M5S non ha nulla a che vedere con l’assistenzialismo («Nessuno deve rimanere con le mani in mano»), ma ci devono essere misure di sostegno economiche intorno ai 700 euro per una platea ipotetica di 200 mila cittadini che non hanno i soldi neppure per comprarsi i beni necessari per vivere. «Gli interventi vanno poi mirati a seconda del beneficiario, anche con voucher come propone la Lega – dice Buffagni -. Per un anziano la pensione potrebbe essere integrata con i fondi regionali, per chi ha figli ci può essere il bonus bebè, per i giovani e i disoccupati soldi per le attività di formazione e come ricompensa per possibili lavori utili alla collettività».

Per il M5S è una questione di orgoglio: «Bisogna restituire credibilità alla politica e Maroni non lo sta facendo».

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