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La mafia alleva i suoi medici nella sanità lombarda

La mafia alleva i suoi medici nella sanità lombarda

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Dalla-Chiesa-Nando

Disegna scenari inquietanti il direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata della Statale Nando Dalla Chiesa, che ha relazionato giovedì 10 dicembre alla commissione antimafia del Pirellone su una presunta e massiccia infiltrazione della mafia sull’attività medica, con professionisti inclini a fare certificati “di cortesia” o false perizie di invalidità.

“Le mafie, la ’ndrangheta su tutte, allevano i loro medici, magari tramite infiltrati in amministrazione che fanno figurare esami mai sostenuti, e nelle università lombarde, meno sospettabili e più blasonate. Perché un medico alla Famiglia serve sempre: per acquisire prestigio e controllo sociale, per firmare una perizia psichiatrica e tenere un boss fuori di galera, consentendogli di mostrare a tutti il proprio potere con l’impunità. Una falsa perizia d’invalidità, sul mercato elettorale, vale almeno venti voti: la famiglia allargata che beneficia della pensione. Cinque perizie all’anno, per cinque anni, fanno 500 voti, che in certi Comuni possono fare un assessore.” Reti di relazioni sociali, bacini elettorali, reti di dipendenze personali per controllare i posti di lavoro, posti di lavoro che significano consenso. L’obiettivo finale non sono i soldi, ma il potere.”

E al quadro vanno aggiunti anche i favori illegali, come nel caso di Francesco Pelle detto Ciccio Pakistan, arrestato nel 2008 alla clinica Maugeri di Pavia dov’era ricoverato sotto il nome di un altro invalido. Dalla Chiesa si basa sulle cronache giudiziarie ma anche su colloqui con investigatori e testimonianze ascoltate in anonimato, “da persone non disposte a rivolgersi alle autorità”. Segnalazioni, ad esempio, di “tentativi di entrare nel sistema delle farmacie“.

Eppure la consigliera del gruppo Fuxia People Maria Teresa Baldini ha definito le dichiarazione di Dalla Chiesa “vergognose, inaccettabili e che determinano allarmismo”.

“Vergognose? Allarmismo? E’ assurdo che un rappresentante politico che non era nemmeno in Commissione Antimafia, e che spesso è assente ai lavori, si permetta di respingere un allarme specifico, contestualizzato e basato su dati certi come quello del professor Dalla Chiesa. Sottovalutare l’allarme mafia in Lombardia è tradire i valori dell’antimafia. Non è tollerabile che un rappresentante pubblico scambi una denuncia circostanziata per allarmismo sociale. La mentalità mafiosa va studiata e approfondita per conoscerla e combatterla. Certo, non aiuta difendere il proprio orticello e la propria categoria negando per partito preso l’infiltrazione mafiosa nell’attività medica lombarda”, le risponde così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia “Come ha detto Dalla Chiesa per prevenire le infiltrazioni bisogna sapere quali sono i varchi nel sistema, e pensare come pensano loro. Come con l’Isis, altrimenti non li sconfiggi”. Certamente non è con la reazione scomposta e fuori luogo della Baldini che questo processo può avere inizio” – conclude la portavoce regionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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