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Discariche, fattore di pressione va reso più stringente

Discariche, fattore di pressione va reso più stringente

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha risposto a un question time del Movimento 5 Stelle e approvato una mozione per difendere lo strumento del fattore di pressione delle discariche quale criterio per la realizzazione o meno di nuovi siti sul territorio lombardo.

Per il M5S è un bene che la regione Lombardia difenda lo strumento del fattore di pressione, individuato all’interno del piano rifiuti, al fine di determinare un ulteriore criterio escludente e non interpretabile per la realizzazione di nuove discariche sul territorio lombardo. L’esclusione di nuove localizzazioni o di ampliamenti di impianti esistenti, ove tale indicatore superi la soglia indicata dal piano rifiuti, aumenta il grado di tutela della salute della popolazione in aree in cui le pressioni ambientali sono già eccessivamente elevate.

Purtroppo però il valore ad oggi individuato dalla regione non è sufficiente a garantire il grado di tutela ambientale necessario, poiché secondo i dati – arrivati dalle province – solo 12 comuni in tutta la regione hanno superato il parametro (160.000 m3 di rifiuti smaltiti/km2) individuato come fattore escludente, e sono dunque esclusi dalla eventuale costruzione di nuove discariche.

Stando al piano rifiuti, la Regione, infatti, dovrebbe determinare un nuovo valore del fattore di pressione, basandosi sui dati inviati dalle province, che però sono ancora incompleti.

Per Giampietro Maccabiani, consigliere regionale del M5S Lombardia: “è necessario che la regione solleciti le province ad inviare i dati sulle discariche presenti sul territorio e che individui al più presto un fattore di pressione più stringente che permetta una seria salvaguardia dei territori, primo fra tutti la provincia di Brescia, davvero saturi e martoriati dalla presenza di impianti di smaltimento rifiuti. Il territorio bresciano ha superato infatti, per presenza di rifiuti, la famigerata “Terra dei Fuochi” in Campania.

La strada intrapresa è corretta ma ricordiamoci che gli strumenti di difesa del territorio ci sono già e nell’attesa dell’esito dell’appello al Consiglio di Stato Regione Lombardia ha già a disposizione tutti gli strumenti per dire basta a nuovi impianti di smaltimento”.

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