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Con Maroni muore l’eccellenza: il caso del Centro Regionale di Farmacovigilanza

Con Maroni muore l’eccellenza: il caso del Centro Regionale di Farmacovigilanza

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Oggi voglio parlarvi del Centro Regionale di Farmacovigilanza, unaeccellenza della Sanità Lombarda che sta morendo per colpa di Maroni.

Il Centro Regionale di Farmacovigilanza (CRFV), un ente che garantisce la raccolta, la gestione e l’analisi delle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse ai farmaci e la pronta e capillare diffusione delle informazioni diramate dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in merito alla sicurezza dei farmaci.

Il CRFV Lombardo è un esempio di efficienza a livello nazionale e internazionale. Con le sue 1850 segnalazioni per milione di abitanti risulta infatti ai primi posti tra i paesi occidentali più evoluti nel promuovere l’uso di terapie farmacologiche sicure e costituisce un importante punto di riferimento per AIFA, EMA e OMS, in quanto fino al 2014 produceva più di un terzo di tutte le informazioni italiane di farmacovigilanza, necessarie alle autorità nazionali per migliorare il profilo di sicurezza dei farmaci.

Sebbene il centro regionale di Farmacovigilanza sia previsto dalla legge e abbia già stanziamenti assicurati fino ad almeno il 2018, in seguito ad una segnalazione ho scoperto che in realtà il centro farmacologico è già in fase di smantellamento.

Dal 2014 ad oggi infatti il personale del CRFV è passato da 12 esperti in farmacovigilanza, ad una sola unità nel 2016, con una riduzione, nel solo 2015, di oltre un quarto il numero di segnalazioni raccolte rispetto all’anno precedente, mostrando il palese calo di attenzione verso la sicurezza nell’uso dei farmaci.

Il depotenziamento del Centro ha di fatto ridotto al minimo le attività di controllo della qualità dei dati trasmessi all’AIFA e all’EMA, di formazione del personale sanitario, di consulenza e di coordinamento relativamente alle attività di farmacovigilanza sul territorio e negli ospedali.

Ma per quale motivo un centro di eccellenza come quello lombardo, anziché essere un modello per tutta l’Italia, ha subito un progressivo depauperamento di risorse umane e competenze professionali?

Per quali motivi il personale operante non è stato confermato sino al 31 Dicembre 2018, così come previsto dalla Delibera di Giunta Regionale, pur in presenza dei fondi economici necessari?

Come mai, nonostante la quasi totalità del personale del CRFV non sia stato riconfermato, gli stanziamenti economici non sono stati rivisti? E’ quantomeno anomalo che, nonostante sia rimasto un solo lavoratore, il fabbisogno economico non sia variato. Come vengono spesi quei soldi?

Mi aspetto che Maroni e l’assessore alla sanità competente (che al momento, in seguito all’arresto di Mantovani, è ancora Maroni) diano risposte precise e circostanziate alla mia interrogazione. La Lega è sempre brava a parlare delle eccellenze lombarde, ma poi nei fatti le smantellano come se nulla fosse, facendo di fatto un favore alle lobby del farmaco che grazie alla sforbiciata leghista avranno un organo di controllo di fatto mutilato e privo delle professionalità necessarie per tutelare la salute dei cittadini lombardi e italiani.

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