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Niente riconversione per l’inceneritore di Parona

Niente riconversione per l’inceneritore di Parona

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In data 14 luglio 2016, in Commissione Attività Produttive, l’Assessore Regionale all’Ambiente, Claudia Terzi, è venuta a rispondere all’interrogazione M5S, a prima firma della Consigliera Regionale Iolanda Nanni, sull’inceneritore di Parona Lomellina. L’interrogazione è stata depositata a marzo 2016 e ci sono voluti ben quattro mesi per avere una risposta dall’Assessore Terzi che, peraltro, è stata sconfortante.

Iolanda Nanni dichiara: ” La domanda all’interno dell’interrogazione era semplice:  quali sono le intenzioni di Regione Lombardia sul futuro dell’inceneritore di Parona Lomellina, uno dei più vecchi della Lombardia, che diventa sempre più obsoleto col passare degli anni e che ha problemi continui, fra cui un principio di incendio proprio il 5 luglio scorso. L’inceneritore vive da tempo una fase di crisi che ha visto, recentemente, 27 lavoratori dipendenti sotto procedura di licenziamento, e la situazione futura è destinata ad aggravarsi, dato che, come il M5S e i Comitati Ambientalisti denunciano da anni, questo inceneritore è insostenibile economicamente. Abbiamo chiesto alla Terzi se, in coerenza con il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, l’inceneritore di Parona rientrasse fra quelli, come Cremona e Busto Arsizio, destinati ad essere dismessi o se fosse prevista quanto meno la sua riconversione dello stesso in “fabbrica di materiali”, vale a dire da incenerimento a trattamento biologio-meccanico per riciclo, riuso e recupero dei rifiuti.”

“La risposta della Terzi è stata più che esaustiva: l’intenzione di dismettere l’inceneritore c’è, ma solo a parole poiché la politica regionale di “decommissioning” (cioè, progressiva dismissione degli inceneritori lombardi) è bloccata dalle politiche centrali del Governo Renzi. Politiche a cui il M5S si oppone poiché vanno in direzione contraria ed opposta ad uno sviluppo sostenibile del nostro Paese ed alla tutela della salute e dell’ambiente. Prendiamo atto che la Giunta Regionale abbia deciso di impugnare l’art. 35 dello Sblocca Italia, principale responsabile del blocco del decommissioning, e vi terremo aggiornati sugli sviluppi dell’iter. Tuttavia, vi è anche una recente Sentenza della Corte Costituzionale (n. 101/2016) che non aiuta a regolamentare il sistema di smaltimento dei rifiuti, cioè impedisce sostanzialmente che i cosiddetti “decadenti da urbani” siano sottratti alla disciplina statale sui rifiuti speciali.”

Stando così le cose, è evidente che inceneritori, come quello di Parona, spesso sottoutilizzati o a rischio di sottoutilizzo, verranno utilizzati, sempre più massivamente, per raccogliere e smaltire la monnezza proveniente da tutta Italia. Lo scenario che si prefigura per la nostra Provincia, già vessata da alti tassi tumorali e decessi da inquinamento, è drammatico. Gli interventi di Regione Lombardia presso il Governo, peraltro, appaiono poco credibili quando la stessa Regione ha appena chiesto all’Unione Europea la deroga sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee.”

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