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Ospedale San Paolo e Carlo: troppe prestazioni di libera professione.

Ospedale San Paolo e Carlo: troppe prestazioni di libera professione.

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“L’intramoenia non può essere una risposta alle lunghe liste d’attesa. Deve essere regolata in modo molto attento, non si può spostare su prestazioni private la richiesta di prestazioni pubbliche con il pretesto di accorciare le liste d’attesa”, così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha sollecitato l’Assessore alla Sanità Galllera con un’interrogazione sull’erogazione di prestazioni professionali in regime di libera professione all’ASST San Paolo e Carlo discussa dal Consiglio regionale.

Per Gallera, la nuova ASST, con la riforma della sanità regionale, ha trovato una situazione anomala e ha dovuto affrontare un’integrazione ,che ha definito dirompente ,per consentire la fusione dei due presidi  La necessità di continuità terapeutica ha indotto il mantenimento delle procedure già in essere e le convenzioni già vigenti che resteranno attive fino alla loro scadenza naturale. L’ASST ha istituito un tavolo tecnico per riscrivere un regolamento che riguarda anche  l’erogazione delle attività sanitarie professionali in regime di intromoenia.

Per Macchi: “Non sono soddisfatta, l’Assessore ha ammesso l’esistenza di una situazione anomala, ma non abbiamo avuto risposte chiare su eventuali anomalie rilevate nei due ospedali nell’erogazione di prestazioni di libera professione che ammontano a milioni di euro ; la nostra richiesta è di valorizzazione delle prestazioni fornite in regime pubblico, e di controllo attento su orari e organizzazione delle attività libero professionali intramurarie e allargate  “.

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