Home Ambiente e Protezione Civile Rifiuti radioattivi a Parona: dopo la denuncia del M5S primo passo verso la messa in sicurezza.
Rifiuti radioattivi a Parona: dopo la denuncia del M5S primo passo verso la messa in sicurezza.

Rifiuti radioattivi a Parona: dopo la denuncia del M5S primo passo verso la messa in sicurezza.

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A distanza di quasi un anno dalla denuncia effettuata dalla Consigliera Regionale M5S Iolanda Nanni, che sollevò il caso dei rifiuti radioattivi a Parona Lomellina (PV) in Regione Lombardia, la società Intals-Somet (ex Vedani) si prepara a incapsulare i rifiuti di alluminio radioattivi nel cemento e in fusti di acciaio, come prevede la legge.

Iolanda Nanni dichiara: “Nel Comune di Parona Lomellina (PV) sono stoccati, all’interno di un capannone della ex-Vedani oggi Intals Somet s.p.a., oltre 100 tonnellate di rifiuti di alluminio radioattivi, in gran parte radioattive con presenza dell’isotopo radio 226, che dimezza la propria carica radioattiva dopo 1.600 anni. E’ peraltro una situazione che si trascina dal 2011, data del primo trasferimento di 7 cassoni di rifiuti radioattivi da Ambivere (BG) a Parona, senza che la cittadinanza sia stata debitamente informata. Nella mia prima interrogazione regionale di maggio 2016 denunciavo, fra l’altro, anche i ritardi e le inadempienze con cui è stata gestita l’intera vicenda. Innanzitutto sette dei dieci cassoni contenenti i rifiuti radioattivi sono stati trasportati a Parona senza essere stati previamente incapsulati nei contenitori di cemento con fusti in acciaio come prevede la legge, anzi sei di questi erano coperti da meri teloni, come dichiarato dalla società stessa nel primo rapporto risalente a giugno 2011. La società sosteneva che i cassoni sarebbero stati incapsulati entro fine 2016, ma la scadenza non è stata ancora ottemperata dato che, dal 2011 a oggi, questi cassoni giacciono senza adeguate misure di protezione. In particolare, l’incapsulamento nel cemento e in fusti di acciaio serve anche a prevenire la dispersione di polveri radioattive: ricordo che i rifiuti stoccati a Parona comprendono polveri radioattive estratte dai filtri dello stabilimento di Ambivere, oltre alle schiume di amianto radioattive. Il diffondersi di polveri radioattive rappresenta quindi il rischio più rilevante in tale situazione. Inoltre, il capannone in cui sono stati depositati i cassoni non rispetta i requisiti di legge dei depositi di rifiuti radioattivi, è un semplice capannone industriale, tanto che la società si è impegnata alla realizzazione di un deposito per rifiuti radioattivi a norma di legge.”

“A distanza di quasi un anno dalla mia denuncia – prosegue Nanni –  un primo passo verso la normalizzazione della situazione è stato finalmente fatto. La società ha richiesto al Prefetto il nulla osta per incapsulare nel cemento i rifiuti radioattivi. A questo primo passo dovrà seguirne un secondo: cioè individuare una località idonea, cioè lontana dai centri abitati, dove stoccare i rifiuti radioattivi incapsulati nel cemento. Chiaramente non è ipotizzabile lasciare rifiuti radioattivi in un territorio caratterizzato da falde affioranti e risaie: quei rifiuti radioattivi devono essere rimossi. In altri Paesi europei, lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi avviene di prassi in profondità geologica, ad esempio in vecchie miniere esaurite, in siti che garantiscono barriere naturali: in Provincia di Pavia invece si sta ipotizzando la creazione di un deposito in superficie, all’interno di un Comune (Parona Lomellina) di 2.000 abitanti, già impattato da un inceneritore e situato in un’area caratterizzata da falde affioranti e risaie! Questo per il M5S è inconcepibile e chiediamo a gran voce che Regione intervenga per scongiurare un’ipotesi così nefasta”.

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