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Scali ferroviari di Milano, la Lombardia tace

Scali ferroviari di Milano, la Lombardia tace

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Nessuna risposta dall’Assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte all’interrogazione del M5S Lombardia, discussa dal Consiglio regionale, che chiedeva a Regione Lombardia di rinunciare alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma per il recupero degli scali ferroviari dismessi di Milano.

“Siamo molto insoddisfatti”, dichiara Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S, “a una domanda diretta la risposta è stata molto vaga. Eppure Regione Lombardia dovrebbe tutelarsi. La procedura per il recupero degli scali ferroviari coinvolge Comune di Milano, Regione e Ferrovie dello Stato, e ha diversi dubbi di legittimità. Non è chiaro, per esempio, se Ferrovie dello Stato spa, operando anche e per conto di FS Sistemi Urbani Srl, stia svolgendo un servizio pubblico e sia quindi pienamente titolata, a norma di legge, a partecipare alla procedura. E’ pendente un ricorso al TAR da parte di Ferrovie Sistemi Urbani che pone sotto ricatto il Comune di Milano in questa procedura, andando contro la legge. Non è chiara la natura della proprietà delle aree da parte di FS. La procedura relativa all’AdP che si svolge in parallelo alla modifica del PGT di Milano non prevede un adeguato coinvolgimento dei cittadini, andando al di fuori di quanto prescrive la legge in merito. Ancora, la valorizzazione immobiliare è parte sostanziale dell’Accordo di Programma, ma non è detto che l’interesse pubblico prevalente sia quello di avere immobili nelle uniche aree libere rimaste a Milano. Regione Lombardia non può tacere su questi pesanti dubbi di legittimità che abbiamo posto oggi in aula!”.

 

 

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