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Ex Alfa Arese, la Procura ha aperto un fascicolo

Ex Alfa Arese, la Procura ha aperto un fascicolo

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In tema ex Alfa di Arese la Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo. E’ questo, in estrema sintesi, quanto emerso dalla conferenza stampa organizzata oggi al Pirellone dal M5S Lombardia.

La vicenda ha come protagonisti 70 operai dell’ex Alfa di Arese assunti dalla società Innova Service e, nel 2011, licenziati invece che ricollocati come aveva stabilito un accordo con la nuova proprietà dell’area che oggi ospita uno dei centri commerciali più grandi d’Europa.
I lavoratori vincono una causa in primo grado e in appello per l’illegittimità del licenziamento e attendono, il 29 marzo prossimo, il pronunciamento della Corte di Cassazione. Nel frattempo Innova fallisce e gli ex lavoratori non hanno ottenuto né il reintegro sul posto di lavoro né gli stipendi arretrati. Nonostante un appalto parallelo segreto, firmato dalla tuttofare di Innova, Angela Di Marzo, in cui si evince che il reale datore di lavoro è ABP.

Il M5S, oltre alle denunce, sulla vicenda ha depositato un’interrogazione e incontrato l’ex Prefetto di Milano Tronca, nonché, in più occasioni, funzionari prefettizi.
Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La storia dell’ex Alfa è la storia di un’Italia al contrario, con istituzioni democraticamente elette che hanno favorito interessi privati a discapito del bene pubblico. Finalmente anche la Procura di Milano ha deciso di vederci chiaro e il fascicolo penale è aperto. Attendiamo gli sviluppi, anche perché abbiamo rilevato un coinvolgimento istituzionale a tutti i livelli”.

Per il senatore Bruno Marton “Nel nostro esposto rileviamo che a tutti i livelli istituzionali, comunali, provinciali, regionali e governativi (mediante la Prefettura) si sono interpretate perfettamente le esigenze commerciali delle società, rilasciando le autorizzazioni, ma non quelle dei lavoratori. E poi, nella realizzazione del centro commerciale di Arese, così prontamente autorizzato, si è infiltrata la ‘ndrangheta con alcune aziende in subappalto e alcuni personaggi appartenenti alle cosche mafiose si sono visti aggirare nei palazzi delle istituzioni insieme ad esponenti politici. Regione, Provincia e comuni coinvolti hanno agito senza trasparenza, nell’opacità che è l’anticamera della corruzione e dei rapporti con le mafie.
Sarà ancora una volta la magistratura a spiegarci come sia possibile che un lungo elenco di politici, funzionari e imprenditori trovino accordi improbabili, paralleli, segreti, per portare avanti i loro interessi privati, a discapito di interessi collettivi e sulla pelle di questi 70 operai”.

Il deputato Alessandro Di Battista conclude: “Il fascicolo penale è aperto. Attendiamo gli sviluppi. Noi stiamo dalla parte dei lavoratori. E della giustizia.
Da anni solo il M5S non si comporta come si sono comportate tutte le altre forze politiche, strisciando ai piedi dei potenti per abbandonare gli ultimi. Questo atteggiamento istituzionale e politico deve essere ribaltato. Noi lo abbiamo dimostrato in questi anni, e continueremo a dimostrarlo. Il vero compito della politica è rendere le istituzioni trasparenti, palazzi di vetro in cui gli interessi per il bene pubblico e i cittadini siano al primo posto”.

 

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