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No all’educazione alla legalità fatta da condannati per mafia

No all’educazione alla legalità fatta da condannati per mafia

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Ieri il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, con  l’Assessore regionale all’Istruzione Melania Rizzoli, ha partecipato a una giornata di riflessione sulla legalità,  alla scuola professionale Galdus di Milano, che prevedeva un confronto tra studenti e detenuti del carcere di Opera, condannati all’ergastolo per reati di mafia e camorra.

“Reputo inopportuno un progetto che ha portato detenuti per mafia in una scuola per un corso alla legalità.

Il confronto diretto con gli ergastolani rischia di far passare un messaggio sbagliato tra i giovani che hanno poca, se non nessuna, conoscenza critica del problema delle mafie. La mitizzazione televisiva del crimine, da questo punto di vista, non aiuta. È questo il motivo per cui la legalità è spiegata nelle scuole da magistrati o esperti.

Tra legalità e illegalità, con i detenuti per mafia in cattedra con alle spalle la fotografia di Falcone e Borsellino, si rischia di creare una sovrapposizione tra buoni e cattivi e confusione nei giovani che si stanno formando alla legalità.

Prova ne sia che, tra le domande degli studenti, ce ne sia stata una su quanti omicidi avessero commesso i detenuti. Un incontro come questo inoltre, è offensivo per i parenti delle vittime di mafia, che potevano persino essere tra gli studenti.

Ci sono decine di progetti riusciti di incontro tra scuole e detenuti con il linguaggio teatrale, che meglio di un confronto senza filtri, potevano sensibilizzare i giovani e supportare i detenuti nel percorso di riabilitazione. Lo stesso ufficio scolastico regionale organizza corsi di educazione alla legalità grazie ad un lavoro di cura dei contenuti, del linguaggio e con il supporto di educatori professionisti e associazioni antimafia.

È preoccupante che Regione Lombardia, che ha istituzionalizzato l’evento con la presenza di Fontana e Rizzoli, non si sia nemmeno posta il problema della pericolosità di mettere condannati per mafia in cattedra come educatori alla legalità. Certo, se pentiti, possono rappresentare un percorso di riscatto, ma non la Legalità. Sarebbe stato doveroso, da parte della Giunta regionale, consultarsi con la Commissione regionale antimafia prima di accettare di presenziare all’evento. L’educazione alla Legalità non può essere svilita con iniziative come questa che offendono la memoria di Falcone e Borsellino. Su questo mi confronterò con la dottoressa Campanelli direttore dell’ufficio scolastico regionale”

Monica Forte, M5S Lombardia
Presidente della Commissione regionale Antimafia

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