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TAV Brescia-Verona, Regione sta sottovalutando l’impatto sul territorio

TAV Brescia-Verona, Regione sta sottovalutando l’impatto sul territorio

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Oggi, in Commissione regionale territorio l’Assessore regionale alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile Claudia Terzi ha risposto a un’interrogazione del M5S Lombardia sull’incontro del 20 aprile scorso con Rete Ferrovie Italiane e il consorzio Cepav2 sul progetto Alta Velocità Brescia Verona.

Le risposte che abbiamo ottenuto sono molto vaghe. Sul progetto Alta Velocità Brescia-Verona non è accettabile un atteggiamento remissivo da parte dell’Assessore. Da qui in avanti ci aspettiamo dalla Lombardia una maggiore partecipazione alle fasi di redazione e attuazione del progetto. Restiamo dell’idea che un ripensamento a livello ministeriale sull’infrastruttura sia la soluzione migliore: eliminerebbe ogni criticità e rischio per il nostro territorio .

Nello specifico Terzi, rispondendo all’interrogazione, ha confermato che molte delle 309 prescrizioni allegate al progetto definitivo della Tav Brescia-Verona dovranno essere ottemperate in fase di progettazione esecutiva. Ad oggi quelle osservazioni risultano semplicemente ‘accolte’ dai progettisti. In altre parole il general contractor si è semplicemente reso disponibile al rispetto di quanto stabilito dalla delibera CIPE.

Come le prescrizioni, che rappresentano zone d’ombra e criticità vistosissime del progetto, siano state recepite e con quali soluzioni progettuali non è dato sapere. RFI e Cepav2, il 20 aprile scorso, hanno comunque lasciato intendere ai rappresentanti dei Comuni e delle due Regioni che queste e altre prescrizioni (lo si legge alla quinta slide della presentazione in allegato, ndr.) fossero già state ‘incluse nel progetto definitivo’. L’affermazione è del tutto fuorviante  e la Lombardia non può limitarsi ad accettare asetticamente tutto ciò che arriva da RFI e Cepav2 ma deve avere un ruolo da protagonista, e soprattutto critico, al tavolo di confronto tra tutti i soggetti chiamati in causa. Ci auguriamo che l’interrogazione riporti Terzi alle sue responsabilità.

Dino Alberti – Consigliere regionale del M5S Lombardia

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