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BILANCIO. No della maggioranza alla soppressione del casello autostradale di Melegnano

BILANCIO. No della maggioranza alla soppressione del casello autostradale di Melegnano

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Il territorio di Melegnano e Comuni limitrofi da tempo chiede che, in sede di progettazione e realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A1, venga soppresso il casello di Melegnano, a cui viene imputato un “balzello” inviso ai cittadini e lavoratori che ogni giorno si spostano su Milano, e da tempo Lega e centrodestra promettono la soppressione. Promettono ma non mantengono, infatti ieri hanno bocciato l’ordine del giorno M5S a prima firma del Consigliere regionale Nicola Di Marco che avrebbe garantito l’effettiva soppressione del casello.

Nel merito il Consigliere Di Marco dichiara: “Il sistema di pagamento della A1, lungo il suo sviluppo, è di tipo chiuso, cioè il pedaggio è calcolato in funzione dei chilometri percorsi, mentre al contrario il tratto dello svincolo di Melegnano è di tipo aperto, con un costo in entrata e uscita di 1,30 euro. A fine mese il costo o balzello dello svincolo si fa sentire, da qui il comprensibile malcontento dei cittadini. A ciò si aggiunga il problema del traffico e dell’inquinamento: se da Melegnano si rendessero accessibili le tangenziali milanesi senza balzello, l’ingente flusso di auto e tir che quotidianamente invade le strade urbane di San Donato milanese, San Giuliano milanese e Melegnano si riverserebbe sulla più scorrevole viabilità autostradale, con conseguente miglioramento sia dei tempi di percorrenza sia della qualità dell’aria. Insomma, basterebbe un po’ di buon senso per capire che il casello di Melegnano va soppresso, ne beneficerebbero il traffico, la qualità della vita, la salubrità dell’aria, nonché le tasche di cittadini e lavoratori. A parole la Lega, a partire dai Sindaci del territorio, si è sempre detta favorevole alla soppressione, anche inscenando pochi mesi fa una manifestazione di protesta con la presenza del suo coordinatore nazionale nonché di parlamentari, ma erano solo promesse da marinaio, come dimostra la bocciatura dell’ordine del giorno M5S di ieri da parte della maggioranza in Consiglio regionale. Come MoVimento continueremo a monitorare il caso e a chiedere la soppressione dell’inviso balzello”.

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