Home Ambiente e Protezione Civile Stoccaggio gas: milioni di metri cubi dispersi nell’aria, Regione Lombardia deve monitorare
Stoccaggio gas: milioni di metri cubi dispersi nell’aria, Regione Lombardia deve monitorare

Stoccaggio gas: milioni di metri cubi dispersi nell’aria, Regione Lombardia deve monitorare

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Con il voto favorevole del Consiglio Regionale all’Ordine del giorno presentato dal nostro portavoce Marco Degli Angeli, Regione Lombardia si è impegnata a effettuare una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria, dei suoli e delle acque nelle aree interessate dagli impianti attivi di stoccaggio di gas naturale sul territorio.

Una promessa che andrà mantenuta in tempi brevi e su cui siamo pronti a incalzare la Giunta.

L’esercizio ordinario degli impianti di stoccaggio gas comporta in entrambe le fasi operative di compressione/stoccaggio e trattamento/erogazione, il rilascio in atmosfera di gas naturale a cui si aggiunge la perdita fisiologica dagli stoccaggi sotterranei depleti. In questi casi la disciplina è del tutto assente e non esistono piani di monitoraggio. Annualmente finiscono nell’aria di Ripalta Cremasca circa 3 milioni di metri cubi di gas naturale, e a Sergnano circa 1,3 milioni.

Non stiamo parlando solamente di metano, ma di gas naturale. Il metano è circa il 96%. il resto è composto da altri idrocarburi, tra cui benzene e xileni. Su certe quantità, come quelle di Sergnano e Ripalta, quanto benzene finisce in atmosfera? Si monitorano ossidi d’azoto (NOx), PM10, Ossidi di carbonio, ma non il gas naturale.

Eppure il gas naturale è un gas serra, e nel gas naturale sono considerati gas nocivi, tossici e cancerogeni (es.benzene).

Il monitoraggio dovrà essere fatto in tutti i 5 siti attivi in Lombardia (Bordolano, Ripalta, Sergnano, Settala, Brugherio), con particolare attenzione per il Comune di Conegliano Laudense, dove è in fase autorizzativa un nuovo impianto.  L’attenzione sarà massima anche in termini di sicurezza e a settembre si discuterà in aula un’Interpellanza a firma Degli Angeli in merito ai Piani d’Emergenza Esterna di questi impianti. (Qui il testo)

I cittadini devono essere informati e le istituzioni devono garantire la sicurezza, il monitoraggio e la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

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