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Sahara Occidentale, forti tensioni durante manifestazione pacifica

Sahara Occidentale, forti tensioni durante manifestazione pacifica

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Qualche giorno fa la Regione Lombardia ha affrontato, in un convegno organizzato a Palazzo Pirelli, la controversia del popolo Saharawi.

Per l’occasione la promotrice dell’evento Monica Forte, consigliere regionale del M5S Lombardia, sottolineava la necessità del “diritto all’autodeterminazione del popolo Sarahawi. Il Marocco continua ad esercitare il proprio potere imperialista occupando illegalmente uno dei luoghi più ricchi dell’Africa: la costa più pescosa, la terza miniera al mondo di fosfati. L’Europa ha siglato con il Marocco molti accordi economici in totale violazione del diritto internazionale che vieta di commerciare prodotti provenienti da territori dove i popoli sono soggetti al soggiogamento, alla dominazione e allo sfruttamento straniero”.

E le tensioni nel Sahara Occidentale continuano tanto che lo scorso 20 luglio, in occasione dei festeggiamenti per la Coppa d’Africa, a El Aaiún, migliaia di famiglie Saharawi con molte donne e giovani scesi per strada pacificamente, sono stati brutalmente pestati e arrestati dai militari marocchini e una ragazza di 23 anni è deceduta, travolta da un’auto della sicurezza. Numerosi i filmati di ong e dei media locali nonostante permangano le limitazioni imposte da Rabat ai giornalisti e osservatori internazionali.

Monica Forte commenta: “La discriminazione, le violenze e lo sfregio per i diritti umani di un’intera popolazione suscitano sdegno, tristezza e sgomento. Al popolo Saharawi va il nostro sostegno e la nostra vicinanza.

Ribadiamo la necessità di trovare una soluzione all’instabilità e alla conflittualità dell’area con un accordo che rispetti  il principio di autodeterminazione dei popoli. Attendiamo che si concretizzi l’impegno dell’ONU che dal 1989 ha il mandato di realizzare un referendum nel Sahara Occidentale.

Sono urgenti e necessarie anche azioni di solidarietà nell’ambito di una strategia complessiva che garantisca una soluzione pacifica a una causa di autodeterminazione di un popolo usurpato della propria terra e della propria libertà”.

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