Ambiente e Protezione Civile Consiglieri Regionali Roberto Cenci

Il nucleare è un debito, possiamo permettercelo?

Su La Prealpina l’intervento di Roberto Cenci (consigliere M5S Lombardia):

Da giorni si sente il tam tam di chi vorrebbe far ripartire il nucleare in Italia, ripartire perché va ricordato che sul nostro territorio abbiamo quattro reattori nucleari di potenza, sono “spenti” dopo che gli italiani hanno votato con un referendum il “no” al nucleare. Si parla di costruire impianti dell’ultima generazione, mini impianti che sono ancora a livello di studio o sperimentale.

Si parla sempre di impianti sicuri e molto più performanti, rammento per la cronaca i due disastri di Chernobyl e Fukushima. A oggi al mondo sono in funzione circa 450 reattori, 59 sono dislocati sul territorio francese.

Per funzionare utilizzano come combustibile l’uranio, precisamente un isotopo, il 235, che non è molto abbondante, la maggior parte dell’uranio è composta dall’isotopo 238 che al momento non è fissile, cioè non può essere utilizzato nella reazione nucleare.

Tutti ricordiamo il problema delle ultracentrifughe iraniane, servono per separare i due isotopi dell’uranio. La maggior parte dei reattori oggi in funzione è composta da impianti “vecchiotti”, hanno oltre trenta anni di funzionamento, entro pochi anni dovranno essere spenti.

Quando verrà quel momento che cosa dovremmo fare? Li lasceremo come cattedrali nel deserto a testimonianza di un tempo passato o li smantelleremo ripristinando il verde di un prato o piantumando alberi. Opterei per la seconda opzione e qui viene il bello della vicenda.

Il primo reattore di potenza statunitense entrò in criticità (termine tecnico per dire che entrò in funzione) nell’anno 1954, era un piccolo reattore che serviva per produrre energia elettrica. Il costo per costruirlo fu di circa cinque milioni di dollari. Gli americani lo hanno smantellato tempo fa riportando il prato che esisteva prima della costruzione dell’impianto.

Il Lettore dirà: fantastico una bella notizia, aggiungo io: verissimo come siamo bravi. Dove c’era il reattore nucleare si vede un prato verde con alle spalle alberi, un vero sogno credetemi.

Purtroppo questa è una enorme bugia, partiamo dai costi per smontare il reattore, sono serviti circa cinquecento milioni di dollari, a mio avviso questo non è il vero problema. Il disastro invece è un altro, dietro al bosco hanno costruito tre enormi silos dove sono state messe tutte le parti del reattore che sono state smontate. Questi tre enormi silos che contengono materiale radioattivo resteranno per i prossimi 3-400 anni.
Che bella eredità abbiamo lasciato alle prossime quindici generazioni.

Questa è la situazione a oggi, vogliamo il nucleare, se sì, ricordiamo che lasceremo a chi verrà dopo di noi un debito enorme. Io non me la sento, stiamo già regalando troppi debiti, mi batterò per non lasciarne un altro enorme. Perciò dico no, lo urlo con forza: no al nucleare.

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