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La denuncia del M5S Lombardia: nomine pari opportunità, gravi irregolarità

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Movimento 5 Stelle Lombardia, dopo un accurato esame delle nomine e dei curricula delle sette componenti del Consiglio per le pari opportunita’ (CPO), ha rilevato alcune gravi irregolarità e ha protocollato oggi una richiesta urgente al Presidente del Consiglio regionale Cattaneo e ai consiglieri regionali.

Fra le gravi irregolarità riscontrate c’è l’assenza della rappresentatività di tutti i generi nel Consiglio delle Pari Opportunità. L’attuale composizione del CPO infatti rappresenta in via esclusiva il genere femminile, configurandosi come discriminazione al contrario. Riteniamo un paradosso che un organo preposto a realizzare le finalità di uguaglianza tra uomini e donne, promuovendo la democrazia paritaria nella vita sociale, culturale, economica e politica, non possegga piena rappresentatività di genere, includendo almeno una figura maschile.

Inoltre da una verifica effettuata sul possesso dei requisiti richiesti dal bando per l’accesso al CPO, abbiamo rilevato che alcune delle componenti elette sembrerebbero prive degli stessi. Il bando richiede in particolare il possesso di una laurea specifica o di una comprovata esperienza, almeno quinquennale, in organi pubblici o privati che operano specificatamente nel settore delle pari opportunità. A garanzia del buon funzionamento del CPO, sarebbe stato opportuno, a nostro parere, dare una corsia preferenziale, basata esclusivamente sulle capacità e competenze, a quelle candidature in possesso di entrambi i requisiti. Invece, come sempre, l’odiosa pratica della spartizione delle poltrone – da noi denunciata alla seduta del Consiglio del 30 luglio con l’abbandono dell’aula – ha privilegiato scelte di prossimità politica, invece che basate sul merito.

Considerando grave l’assenza della rappresentatività di genere in un organismo che lavora per la diffusione della cultura della parità e in un organo che, per sua stessa definizione, deve garantire la rappresentatività di genere, considerando grave l’assenza rilevata di alcuni requisiti necessari per la candidabilità al CPO da parte di alcune componenti elette, abbiamo richiesto alla Presidenza del Consiglio e agli stessi Consiglieri di procedere all’immediata verifica della sussistenza dei requisiti richiesti e della legittima composizione del Consiglio Pari Opportunità alla luce della normativa sulla rappresentatività di genere e, più in generale, sulle pari opportunità.

Chiediamo al Presidente del Consiglio della Lombardia e a tutti i colleghi consiglieri regionali un passo indietro: le pari opportunità per tutti sono un tema imprescindibile per il benessere e la coesione sociale che non può essere risolto a colpi di nomine di prossimità partitica.

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