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Degrado Certosa di Pavia: esposto M5S alla Procura

Degrado Certosa di Pavia: esposto M5S alla Procura

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CertosaPavia2Il degrado della Certosa di Pavia vale 30 milioni di euro: la Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni ha depositato alla Procura della Repubblica di Pavia un esposto contro ignoti che segnala due possibili filoni di inchiesta. Il primo concerne lo stato di degrado del Monumento, e il secondo la sua occupazione e gestione da parte dei frati cistercensi nonostante non esista la “convenzione” di cui i politici parlano alla stampa. La Consigliera nel mese di ottobre aveva anche presentato un’interrogazione diretta al Governatore Maroni alla quale a tutt’oggi, nonostante siano scaduti i tempi previsti dal Regolamento di Regione Lombardia, non è ancora stata data risposta.

La denuncia di Nanni è basata su una serie di documenti ufficiali del Demanio, i verbali dei tavoli tecnici sulla gestione della Certosa, e la scheda di progetto ARCUS 2009 dai quali emerge:
1) o dal Demanio, l’ultimo dei quali è lo studio ARCUS 2009, il monumento necessita di interventi ordinari e straordinari per un valore di 30 milioni di euro, cifra incomparabilmente superiore a quelle riportate dai politici alla stampa.
2)Sempre lo studio ARCUS 2009 certifica che il complesso “non presenta requisiti minimi indispensabili di messa a norma e sicurezza”, e versa in una situazione “di imminente pericolo” per via della presenza di “strutture pericolanti” e “a rischio crollo”, di conseguenza “non vi è garanzia per l’incolumità dei visitatori”.
3)I verbali del Demanio certificano infine che “Attualmente il monastero è occupato da otto frati cistercensi: fra Demanio e frati non è stato sottoscritto alcun contratto d’uso, perché tale atto potrebbe configurarsi come convenzione a titolo gratuito e comporterebbe per i frati un obbligo di manutenzione”; di conseguenza “essi risultano occupanti senza un preciso titolo”.

La Consigliera Nanni dichiara: “E’ tragico quando è necessario rivolgersi alla magistratura perché la politica è come paralizzata da un’incapacità totale e da conflitti di interesse. Il complesso monumentale della Certosa di Pavia è un gioiello architettonico e culturale che tutto il mondo ci invidia e che consentirebbe, da solo, il rilancio occupazionale e turistico del nostro territorio pavese. Cosa che da quanto emerge dalla documentazione esaminata, è impossibile se non c’è una chiara presa d’atto sul grave stato di degrado e l’inadeguata gestione della stessa, nonché la volontà politica di pianificare interventi sistematici di ristrutturazione e messa in sicurezza, grazie ai quali sarà possibile programmare un piano di rilancio serio della Certosa.

I documenti che ho esaminato certificano infatti un estremo degrado della Certosa e il mancato rispetto delle condizioni di messa in sicurezza: gli interventi necessari sonoenormemente più significativi di quanto i partiti ci raccontino sulla stampa. 30 milioni di euro non sono noccioline, e testimoniano il degrado assoluto a cui il monumento è stato abbandonato da una politica incosciente. Eppure i politici partecipavano e partecipano ai tavoli del Demanio sui cui verbali ho preparato l’esposto, non potevano non sapere e quindi in tutti questi anni hanno nascosto ciò che è realmente avvenuto al monumento. I politici sapevano quanto meno dal 2009, data dell’ultimo studio sulla Certosa, che era necessario e improrogabile un intervento strutturale per la messa a norma del monumento, e non solo non hanno fatto nulla ma hanno anche rilasciato dichiarazioni incongrue in tutti questi mesi. Per esempio, riguardo alla supposta convenzione fra i frati e il Demanio: questa convenzione non esiste ed è il Demanio stesso a certificare che i frati occupano e gestiscono il monumento senza un contratto d’uso. La situazione è più che grave, è tragica e abbiamo assoluto bisogno di un tempestivo intervento per mettere a norma il monumento e sanare le situazioni di irregolarità”.

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