Home Cultura e sport Certosa di Pavia è un malato terminale: nessun finanziamento in vista di Expo, e nessun intervento sulla gestione

Certosa di Pavia è un malato terminale: nessun finanziamento in vista di Expo, e nessun intervento sulla gestione

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proverbioOggi in Commissione Cultura l’Assessore regionale Cappellini ha risposto a una interrogazione del Movimento 5 Stelle Lombardia, presentata oltre tre mesi fa, dalla consigliera regionale Iolanda Nanni sul caso della Certosa di Pavia, recentemente assurto alle cronache grazie alle denunce del movimento 5 Stelle che ha reso pubbliche le risultanze dei verbali del tavolo tecnico sulla Certosa e depositato un esposto alla Procura per l’accertamento delle responsabilità sul grave stato di degrado e sulla gestione irregolare del complesso monumentale.

Iolanda Nanni, consigliere del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Le mie domande erano tese all’accertamento della posizione e di quali azioni concrete intendesse intraprendere Regione Lombardia in vista di EXPO 2015 dato che il tavolo tecnico, a cui partecipa anche la Regione, è fermo a febbraio 2013 e il tempo corre e si rischia di perdere una corsa importante per la valorizzazione delle nostre bellezze architettoniche. L’Assessore ha francamente ammesso che non è previsto nessuno stanziamento di Regione Lombardia in vista di Expo né per un eventuale rilancio nell’ambito del turismo internazionale, non essendo un monumento di proprietà regionale, ma del Demanio e sottolinea di aver mantenuto l’impegno di parlarne con il Ministro Brai il quale le ha dato disponibilità a venire a visitare la Certosa e ha detto che per “problemi tecnici” lo stanziamento previsto dallo Stato è bloccato. L’assessore ha inoltre dichiarato la disponibilità di Regione Lombardia a stipulare un Accordo di Programma fra i soggetti interessati, Comune di Certosa, Provincia e frati, ammettendo però di non avere ricevuto in questi mesi da nessuno di loro alcun input. “

“L’Assessore  – continua Nanni – ha poi confermato le denunce di movimento 5 stelle: il complesso non è a norma e necessita di interventi strutturali ingenti poichè fortemente degradato tanto che servono almeno 30 milioni di euro”.

“Quanto ai frati che gestiscono il complesso senza alcun titolo, non raccolgo le provocazioni strumentali di certe parti politiche che ci additano di volerli cacciare. Come ho già chiarito, i frati possono ben dedicarsi alla parte spirituale, alla celebrazione delle messe e ai ritiri, ma la gestione di quel patrimonio deve essere presa in carico dal pubblico: lo dicono i fatti!  In 30 anni di gestione, peraltro senza alcuna convenzione, affidata ai cistercensi, si è prodotto un degrado pari a 30 milioni di euro. Un milione di euro all’anno! Ci domandiamo quindi se sia giunto il momento di affidare la gestione della Certosa a persone competenti e capaci o di lasciarla al suo destino di malata terminale”.

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