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Expo. Il Cantone dimezzato: controlli impossibili

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Secondo fonti di stampa, il neo commissario Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione chiamato dal premier Matteo Renzi a supervisionare i lavori dell’ Expo, avrebbe chiesto più poteri e strumenti per contrastare l’illegalità diffusa in Expo.

“Con gli appalti già assegnati al 90% e con l’evidenza di quali sono le aziende in odor di mafia, non sono necessari ulteriori controlli, serve solo il potere di allontanarle, diversamente, ancora una volta, si stanno prendendo in giro i cittadini” dichiara Silvana Carcano.

“Siamo a un bivio storico”, continua Carcano “da un lato l’illegalità, la corruzione e le mafie, dall’altro il risparmio dei soldi pubblici che invece di essere investiti in Expo potrebbero sostenere i settori evoluti, delle PMI, dell’autosufficienza energetica, dell’agricoltura estensiva, biologica, della sovranità alimentare, del riassesto idrogeologico, della cultura, del patrimonio artistico e culturale. Noi sappiamo in quale direzione andare. L’abbiamo sempre dichiarato, anche quando c’erano i tempi per investire in un altro Expo, diffuso e sostenibile, come quello progettato dal Politecnico di Milano”.

“I due appalti principali di Expo vanno riassegnati perché affidati ad aziende come la Mantovani S.p.A. e CMC. Non c’è soluzione per Cantone: o le istituzioni e la politica ripartono da zero, dando un segnale fortissimo agli occhi del mondo, ricostruendo con fatica la reputazione che queste grandi opere maledette ci hanno tolto, riconsegnandoci alla legalità, o si consegneranno, ancora una volta, all’abbraccio mortale delle mafie”, aggiunge Carcano.

“Ci chiediamo poi se Cantone accetterà quei colleghi della task force, con quei nomi “forti” che però non aiutano nella scelta della direzione: Rettighieri che per Fs ha seguito lo sviluppo della TAV; e, soprattutto, Elisa Grande, capo del dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, finita nelle intercettazioni con Luigi Bisignani in merito all’inchiesta sulla P4 e ascoltata dalla procura di Napoli come persona informata dei fatti. Bisignani è stato condannato e indagato per diversi reati, tra cui anche quelli di mafia. Quale direzione vuole prendere questo governo?  Ancora una volta, il PD è nudo!” aggiunge Giampietro Maccabiani capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia..

“Inoltre il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo si è rifiutato di convocare una seduta straordinaria del Consiglio regionale come da noi richiesto sul tema Expo, alla presenza del presidente Maroni e del commissario Giuseppe Sala, accampando come scusante motivazioni regolamentari inesistenti”, aggiunge.

“L’impressione è che Cantone si stia defilando tanto che ci ha tenuto a far sapere, usando il condizionale, che vorrebbe alzare al massimo il livello di legalità. Il Cantone dimezzato, almeno fin qui, vorrebbe ma non può”, conclude Silvana Carcano.

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