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Biomasse, interrogazione M5S sull’inceneritore A2A di Brescia

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Interrogazione del Movimento 5 Stelle in Senato rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti.

Nell’interrogazione viene segnalato l’uso distorto del termine “biomasse” che si è
fatto negli ultimi anni a Brescia con riferimento ai rifiuti conferiti all’impianto di incenerimento di A2A, in particolare in occasione della recente concessione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) da parte della regione Lombardia.

L’interrogazione sollecita inoltre le istituzioni ad una revisione degli accordi intrapresi, in quanto non sarebbero orientati alla difesa della salute umana e dell’ambiente, e sarebbero distanti dalla pratica di “decommissioning”, cioè di selettiva e progressiva disattivazione, avviata dalla Regione, degli impianti di smaltimento presenti in Lombardia e quindi anche a Brescia.

Rifiuti speciali e non biomassa

Spiega Vito Crimi (M5S), uno dei firmatari dell’interrogazione: “A fine febbraio la Regione Lombardia ha rilasciato la nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’inceneritore. Sulla stampa locale sindaco e assessori hanno dichiarato che il Comune è riuscito a mantenere il vincolo del «30% di biomassa» sul totale conferito, come sarebbe dovuto essere fino ad oggi”.

Ma, afferma Crimi, “la realtà è ben diversa. L’A.I.A. stabilisce che sul totale dei rifiuti conferiti il 30% debba essere costituito da rifiuti speciali, non biomasse. Inoltre, dai codici C.E.R. (Catalogo Europeo dei Rifiuti) dei rifiuti bruciati nel solo 2012 risulta che i rifiuti speciali che avrebbero potuto avvicinarsi alla definizione di “biomasse” non superavano il 2%”.

“Azienda e comune ci hanno sempre raccontato che il 30% dei rifiuti bruciati erano “biomasse”, in realtà sono sempre stati speciali. E ancora lo saranno”, scrive Crimi su Facebook.

Il testo dell’interrogazione a questo link 

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