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Il contributo per il mutuo sulla prima casa anche alle coppie di fatto

Il contributo per il mutuo sulla prima casa anche alle coppie di fatto

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fotoNell’ambito del progetto di legge “omnibus” in discussione presso il Consiglio Regionale odierno, il M5S Lombardia ha presentato un ordine del giorno per rendere più accessibile ad alcune tipologie come giovani coppie, gestanti sole, famiglie numerose, il “contributo mutuo prima casa”, misura di sostegno istituita da Regione Lombardia e finalizzata ad agevolare l’accesso al credito per la concessione del mutuo per l’acquisto della prima casa e a rimuovere gli ostacoli alla formazione e sviluppo delle famiglie.

Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S e prima firmataria dell’ODG dichiara: “Dalle risultanze di un’analisi commissionata dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione, di cui sono componente, sull’efficacia delle misure di sostegno al welfare abitativo adottate da Regione Lombardia, e’ emerso chiaramente che il Contributo Mutuo Prima Casa ha visto un crollo di domande nel biennio 2012-2013 che sono passate dalle 4.600 annue degli anni precedenti a sole 79 domande finanziate, per un ammontare complessivo di risorse pari a 5 milioni di euro, di cui sono stati utilizzati – in termini di erogazione del contributo – solo 700.000 euro.

Il crollo e’ dovuto senz’altro a fattori esogeni come la crisi del mercato immobiliare e del credito, ma bisogna evidenziare che – a partire dal 2011 – il fondo destinato al contributo prima casa e’ stato – per scelta della Regione – indirizzato esclusivamente alle “giovani coppie”, vale a dire a coppie sposate che al momento del matrimonio non avessero già compiuto 40 anni. La scarsa adesione alla misura di sostegno e’ anche dovuta al fatto che i requisiti d’accesso sono piuttosto rigidi. Le giovani coppie, ad esempio, per poter accedere devono necessariamente essere sposate, quando invece i dati di Regione indicano chiaramente che dal 2011 in avanti le coppie sposate sono in progressiva diminuzione mentre aumentano le coppie di fatto e i genitori soli – a prescindere dal vincolo matrimoniale – con figli a carico. Questa misura, pertanto, cosi come configurata, non ha soddisfatto gli obiettivi per cui era stata istituita, facendo emergere chiaramente un disallineamento fra la politica messa in atto dall’Assessorato Casa e l’obiettivo posto dalla legge di favorire la formazione e lo sviluppo delle famiglie lombarde. Con il nostro ordine del giorno, chiediamo alla Giunta di rimettere mano al recente bando 2014 affinché siano riallineate le soluzioni adottate con il fabbisogno reale ed attuale delle famiglie lombarde, identificare le criticità incontrate con le banche, semplificare l’istruttoria, rivedere i requisiti d’accesso in direzione di una maggiore apertura e dare priorità alle situazioni più svantaggiate o fragili”.

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