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Certosa di Pavia: patrimonio della collettività, ostaggio della burocrazia del Demanio

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Certosino AAIolanda Nanni, consigliere regionale M5S dichiara: “ E’ vergognoso che sia trascorso quasi un anno dalla mia richiesta di accesso agli atti al Demanio (8 novembre 2013) per l’esame di documenti che mi sono stati negati, pur essendo indispensabili allo svolgimento delle mie attività istituzionali per la valorizzazione e rilancio della Certosa di Pavia, vicenda sulla quale, a tutt’oggi, grava un esposto da me presentato alla Procura della Repubblica per gravi irregolarità che abbiamo riscontrato sulla gestione di questo straordinario monumento di proprietà dello Stato e dunque patrimonio della collettività.

Nel corso di quest’anno, per far fronte ai continui dinieghi ingiustificati del Demanio di farmi accedere agli atti pubblici richiesti, mi sono dovuta rivolgere al Difensore Regionale, prima, ed alla Commissione per l’accesso agli atti istituita a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi, con enorme dispendio di tempo. Il primo agosto 2014 ho finalmente ottenuto il via libera dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (scarica qui) che mi ha dato ragione, intimando, in pari data, al Demanio di fornirmi tutte le informazioni e i documenti da me richiesti in quanto la richiesta è stata svolta da un soggetto pubblico (la sottoscritta) ad un’altra amministrazione e, in conseguenza di ciò, il Demanio dovrebbe ottemperare con tempestività sulla base del principio di leale cooperazione istituzionale.

A tutt’oggi, a quasi due mesi di distanza dal via libera della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Demanio non mi ha ancora inviato nulla e pertanto mi sono vista costretta, ancora una volta, a formulare un ennesimo sollecito, ribadendo al Demanio che, qualora non ottemperasse alla richiesta, mi vedrò costretta ad adire ogni opportuna iniziativa giudiziale (scarica qui). Sulla vicenda della Certosa di Pavia, infatti, intendiamo fare chiarezza perché rappresenta, se valorizzata, un’occasione irrinunciabile per i nostri territori lombardi, di attrazione del turismo, di occupazione e lavoro che non può essere ostaggio della burocrazia e dell’incapacità del Demanio, di concerto con le Istituzioni, a pianificare un serio e strutturale programma di rilancio”.

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