Home Legalità e trasparenza Non c’è Arac che tenga se manca la cultura della legalità. Maroni vai a casa
Non c’è Arac che tenga se manca la cultura della legalità. Maroni vai a casa

Non c’è Arac che tenga se manca la cultura della legalità. Maroni vai a casa

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La nuova proposta di Maroni per fermare la corruzione nella sanità lombarda, l’istituzione dell’Arac (Autorità Regionale Anticorruzione), una sorta di Anac a livello regionale, è solo una trovata “pubblicitaria”. E’ la stessa strategia che usano le aziende in crisi che stanno affondando e si affidano alla comunicazione per ripulire un’immagine sporca, infangata. E vi spieghiamo il perché. In primo luogo non avrebbe i poteri di commissariamento dell’Anac di Cantone. Secondo, esiste già un organo di controllo dedicato a combattere i fenomeni di corruzione, il Comitato regionale per la trasparenza sugli appalti, che Maroni non ha mai considerato e che il M5S in ha chiesto di rendere immediatamente operativo. Infine, la ragione più importante, è che questo governo non possiede una cultura e un’attitudine alla legalità, e di fronte a questo vuoto non c’è Arac che possa salvare le sorti di una sistema marcio come quello della sanità lombarda. Per spiegarvelo vi facciamo un riassunto tutte le denunce e le proposte del M5S che Maroni e la sua giunta non hanno ascoltato e hanno bocciato in questi due anni di legislatura. La corruzione (e le mafie) sono infiltrate nel nostro sistema sanitario lombardo da decenni. Qualsiasi politico regionale sa bene come funzionano le cose in un settore soprannominato “il bancomat lombardo“. Per questo infinite volte abbiamo ricordato a Maroni, a partire dal primo giorno d’aula, per proseguire con le sedute delle commissioni sanità, antimafia, bilancio, affari istituzionali, quali fossero i rischi di una sanità business che consegna potere e risorse al privato, penalizzando il pubblico e lasciando terreno fertile a corruzione e tangenti. Esattamente quanto emerso poi nell’inchiesta” Smile” che ha portato all’arresto del presidente della commissione sanità Fabio Rizzi, nonché braccio destro del Governatore, e nell’inchiesta che portò all’arresto dell’ex assessore alla sanità Mantovani.  Per questo lo scorso dicembre abbiamo proposto al Prefetto di Milano di “far nascere”, di fianco alle interdittive antimafia, anche le interdittive anticorruzione.
Come non citare poi la nostra proposta di legge che avrebbe imposto alle nomine dei vertici nelle strutture della sanità lombarda rigore, trasparenza, merito e professionalità. Ovviamente la maggioranza preferì bocciarla e lasciare tutto com’era, ovvero mantenere vitale la lottizzazione e la spartizione politica delle poltrone. Anche durante l’anno di lavoro in commissione antimafia sulla discussione delle legge regionale il centro-destra bocciò una serie di proposte del M5S tese a garantire la legalità.

antimafia

E ancora, furono bocciate anche le nostre mozioni per riformare la competenza regionale degli appalti che avrebbero portato maggiore trasparenza nelle procedure e nei bandi. Quante volte poi abbiamo chiesto di applicare a tutti gli enti del SIREG (Sistema Regionale) le raccomandazioni ignorate dell’ANAC? Quante volte abbiamo inviato relazioni in giunta che chiedevano di intervenire sulle anomalie segnalate dal Comitato Trasparenza appalti pubblici? Quante volte abbiamo denunciato la mancanza di trasparenza e controlli nelle partecipate, nelle vecchie ASL e negli ospedali, o le nomine di alto livello incompatibili, inopportune o addirittura vergognose.

“Siete giustizialisti”, “non siamo nell’aula di un tribunale” o “state esagerando”. Sono tutte di questo tenore le risposte che abbiamo ricevuto da Maroni e dalla sua maggioranza. E ora che il problema delle tangenti nella sanità lombarda è emerso in tutta la sua enorme gravità il presidente della regione prova a correre ai ripari proponendo meccanismi anticorruzione, quando fino ad oggi se ne è altamente fregato. La medicina non funziona perché è il medico ad essere sbagliato. Se Maroni avesse voluto curare la malattia avrebbe potuto ascoltare tutte le ragionevoli proposte del M5S. Ma ormai il tempo è scaduto, per lui a e la sua giunta. Ora è necessario riportare nelle istituzioni quella cultura della legalità che politici attaccati da troppo tempo alle loro poltrone, abituati a gestire un giro d’affari enorme come quello della nostra sanità, hanno smarrito. Solo così si potranno formare i veri anticorpi contro la corruzione. Anche la giunta Maroni, dopo quella di Formigoni, su questo tema ha fallito: i lombardi ora devono tornare al voto.

M5S Lombardia

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