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Sanità Lombardia: l’80% della torta ai privati. Dario Violi commenta le dichiarazioni shock del dg uscente Bergamaschi

Il direttore generale della sanità uscente Bergamaschi, audito ieri in Commissione sanità, si è tolto un sassolino (anzi un macigno) dalla scarpa, sul quel sistema sanitario lombardo che durante il suo ultimo incarico ha avuto modo di osservare da vicino. Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni, e confermano le denunce che il M5S in Regione porta avanti da sempre.

«Siamo abituati a pensare che in questa Regione i portatori di interesse privati in Sanità rappresentino dal 30 al 40% della dimensione economica del sistema. La realtà è che rappresentano almeno l’80% perché va considerata anche la produzione di beni e servizi. Questo porta a una massa di portatori di interessi, tutti legittimi, ma orientati a difendere la loro area. E ciò richiede che chi decide sia davvero libero da qualsiasi interesse, a favore del paziente» (Walter Bergamaschi)

La sanità in Lombardia è un affare per pochi che le politiche di Formigoni prima, e Maroni poi, continuano a tutelare (quando non si spartiscono direttamente la torta, vedi gli scandali Mantovani e Rizzi). Le parole di congedo del dg Bergamaschi sono per noi sono un incentivo a continuare la nostra battaglia verso un modello di santità pubblica. Solo così potremo fare realmente gli interessi della popolazione.

Dario Violi – Portavoce del M5S Lombardia e membro della Commissione sanità

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