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Ecco perché andava firmato il protocollo di legalità

Ecco perché andava firmato il protocollo di legalità

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Ieri il commissariamento di Fiera per infiltrazioni di Cosa Nostra. Oggi veniamo a sapere che i clan della ‘ndrangheta sono riusciti a mettere piede in Expo 2015 costruendo i padiglioni di Cina ed Ecuador e delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture base, nei subappalti di Ferrovie Nord Milano del maxi-centro commerciale di Arese.
Avevamo chiesto che anche i padiglioni stranieri e le infrastrutture vendute come “connesse ad Expo” firmassero il Protocollo di legalità, le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Expo sono il risultato della mancanza di volontà di Regione, Comune di Milano e Expo di alzare al massimo il livello dei controlli. Sappiamo bene che la firma non poteva essere vincolante su dei Paesi esteri, ma non possiamo non ricordare che si doveva tentare molto di più affinchè questi Paesi non arrivassero in Italia per approfittare della libertà che godevano nella gestione degli appalti. E tante infrastrutture vendute come connesse ad Expo, in realtà non lo erano, tanto che alcune delle quali sono ancora in costruzione, libere dai controlli restrittivi del Protocollo. Lo ribadiamo, la criminalità organizzata si infiltra dove la politica abbassa la guardia. Proprio per questio stiamo chiedendo, da mesi, che Arexpo firmi immediatamente il protocollo di legalità. Expo evidentemenre non è stato mafia free ma senza quella firma anche il futuro dell’area ha un destino segnato da infiltrazioni, appalti truccati e riciclaggio.

Silvana Carcano – Portavoce regionale del M5S Lombardia.

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