Home Legalità e trasparenza Arac, l’anticorruzione maroniana è già opaca a 6 mesi dalla nascita
Arac, l’anticorruzione maroniana è già opaca a 6 mesi dalla nascita

Arac, l’anticorruzione maroniana è già opaca a 6 mesi dalla nascita

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Non possiamo manco fare un’ispezione“, con queste parole pronunciate nel corso di un’audizione di presentazione del rapporto semestrale sulle attività di ARAC, Francesco Dettori, presidente dell’Agenzia regionale anticorruzione, nominato dal Governatore Maroni, mette una pietra tombale sulle possibilità dell’ente di sviluppare un lavoro concreto in Regione. Dispiace sottolinearlo, ma noi lo abbiamo denunciato sin da subito. Sull’inutilità di ARAC, infatti, un ente strumentale voluto dal governatore per nascondere gli arresti di suoi consiglieri, assessori, presidenti di commissioni, noi del M5S ci siamo più volte espressi. La riunione della Commissione è stata però un’utile occasione per sollecitare Dettori su diverse criticità emerse a pochi mesi dalla istituzione dell’agenzia, che costerà, stando alle previsioni di Dettori, almeno 350 mila euro ogni 6 mesi a cui andranno aggiunti i costi, non ancora quantificati, per i consulenti esterni (come ipotizza la stessa relazione). Ho insistito sull’autonomia e l’indipendenza dell’ente, perché è chiaro che Arac è un comitato sottoposto gerarchicamente alla Giunta come ha confermato la stessa ARAC: “Per quanto riguarda le ispezioni è vero, non abbiamo il potere ispettivo, ma lo possiamo avere facendo una richiesta al segretario generale della Giunta (ndr: quindi, o tutto passa da Turturiello oppure è tutto fermo). Ho chiesto, senza aver avuto risposta, le modalità con cui vengono assegnate le pratiche tra i componenti di ARAC. Se, infatti, risultano evidenti le competenze dei revisori e dottori commercialisti presenti, vorremmo avere maggiori informazioni sulla specializzazione dell’avvocato di ARAC, proveniente dalla Prefettura. Abbiamo anche chiesto di avere chiarimenti sulle indennità dei componenti poiché abbiamo il dubbio, non chiarito nemmeno dal Presidente di ARAC, che uno dei componenti dell’agenzia abbia avuto un incremento di indennità a bando chiuso a seguito di un emendamento della Giunta presentato e approvato nell’ultima sessione di bilancio. Non avendo ricevuto risposta chiara, verificheremo noi con chi di competenza. Ci auguriamo che non ci siano stati incrementi nemmeno per contributi previdenziali perché temiamo una difformità illegittima rispetto al bando pubblico, e sarebbe grave per un ente che deve essere cristallino e trasparente. Restano, infine, inevase anche altre nostre domande sulle attività di Arac: perché la relazione non allega quanto dichiara di aver fatto? Un elenco generico di ciò che avrebbe fatto non ci basta, vogliamo entrare nei dettagli, a questo servono le relazioni. Perché a fronte di criticità rilevate teoricamente da ARAC (che denunciamo da anni!) non esistono delle proposte concrete per rimediare a queste carenze? Il M5S Lombardia non può che ribadire l’inutilità di ARAC. L’anticorruzione si fa con la prevenzione e con la repressione. Da questo punto di vista ARAC non può nulla a livello preventivo, ha le mani legate dalla Lega che governa e che non ha nel suo DNA politico il concetto di prevenzione anticorruzione. E’ l’emanazione di una giunta regionale che non ha la volontà politica di lottare contro la corruzione. Nessuna tolleranza poi per gli sprechi: a noi sta bene che si spendano soldi per l’anticorruzione, ma non buttati in un ente che non ha poteri e nessuna indipendenza, questo denaro finisce nel nulla.

Silvana Carcano – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

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