Home Ambiente e Protezione Civile Inquinamento in CAVO LADRO: ARPA ipotizza reato ambientale dopo la richiesta di intervento del M5S
Inquinamento in CAVO LADRO: ARPA ipotizza reato ambientale dopo la richiesta di intervento del M5S

Inquinamento in CAVO LADRO: ARPA ipotizza reato ambientale dopo la richiesta di intervento del M5S

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Ai primi di Novembre 2016 la Consigliera regionale M5S Iolanda Nanni ha inviato ad ATS Pavia e ad ARPA una richiesta di intervento urgente (SCARICA QUI) per verificare lo stato di inquinamento di Cavo Ladro (località Corteolona e Genzone, PV). Cavo Ladro è un cavo irriguo che parte da Genzone (PV) e prosegue verso Corteolona e Costa de’ Nobili per poi confluire nel fiume Olona.

Iolanda Nanni dichiara: “La mia richiesta è nata da una segnalazione che ho ricevuto a fine ottobre 2016 da alcuni cittadini riguardo degli sversamenti in corso di liquami zootecnici ed altre sostanze potenzialmente tossiche all’interno di Cavo Ladro, in area Genzone. Per questo il 2 novembre 2016 ho richiesto ad ARPA e ad ATS di effettuare un sopralluogo urgente sull’area e provvedere a prelevare campionamenti ed effettuare analisi sul posto. In particolare, ho richiesto di avere un report dettagliato sull’entità e la localizzazione degli sversamenti, gli esiti delle analisi, nonché sapere se fosse stata individuata la fonte degli sversamenti, se fosse stata effettuata una valutazione dei rischi per la salute e per l’ambiente, se fossero state adottate azioni e misure atte a scongiurare tali sversamenti e a risolvere il problema a monte.”

Ci sono voluti ben due mesi per avere la risposta, che ho dovuto sollecitare più volte, e che mi è pervenuta da ATS PAVIA a fine gennaio 2017 la quale ha dichiarato che: “Le risultanze delle indagini effettuate nonché i risultati analitici dei campioni prelevati dalla stessa ARPA hanno configurato l’ipotesi di reato di danno ambientale i cui atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica per competenza

“Sono soddisfatta che ARPA e ATS abbiano ottemperato alla mia richiesta e si siano attivate per eseguire le doverose indagini ambientali dalle quali è emerso che, effettivamente, un problema c’è, tanto che ATS ha ipotizzato un reato di danno ambientale ed ha quindi portato le risultanze delle analisi alla Procura di Pavia. Peraltro, in quell’area, una compromissione ambientale in Cavo Ladro era già stata segnalata qualche anno addietro dagli stessi residenti che testimoniarono lo sversamento nel Cavo Ladro di anomale schiume scure e morie di pesci. Contaminazioni di questo tipo possono determinare anche contaminazioni delle acque di falda, per questo ho richiesto ad ATS ed ARPA di avviare un nuovo monitoraggio sui pozzi utilizzati per uso potabile, in quanto, nonostante le analisi sui pozzi, fatte ad ottobre 2016, avessero documentato l’assenza di contaminazione chimica e batteriologica nei campionamenti, oggi paradossalmente la situazione potrebbe essere diversa. E’ evidente che per informare la popolazione locale sull’entità del rischio alla salute e all’ambiente, ARPA ed ATS debbano fornirci anche dati dettagliati su una situazione che potrebbe essere allarmante. Per questo, è molto importante che anche l’amministrazione locale si attivi per informare la cittadinanza e per adottare tutte quelle precauzioni atte a scongiurare un pericolo per la salute. Il territorio pavese, nonché l’area specifica di Corteolona e Genzone, sconta già la presenza di impianti fortemente impattanti sulla salute e l’ambiente: quest’area va costantemente monitorata ed è evidente che è necessario raddoppiare i controlli. Se le amministrazioni comunali non si attiveranno in questo senso, il M5S è pronto a far partire una campagna informativa massiva presso i Comuni, attraverso una serie di incontri pubblici con esperti, come già stiamo facendo per i fanghi, per informare la cittadinanza”

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