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Fondi regionali per i beni confiscati alla mafia: sistema macchinoso e non trasparente.

Fondi regionali per i beni confiscati alla mafia: sistema macchinoso e non trasparente.

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Secondo una delibera del 2011, dell’allora assessore Zambetti (condannato a 13 anni per voto di scambio), Regione Lombardia ha stanziato dei fondi, gestiti da Aler Milano, destinati agli enti che si occupano del recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Ma da nostri accessi agli atti, risulterebbe che parte di questo flusso di denaro pubblico sia solo parcheggiato in Aler invece di essere destinato agli Enti locali. Una vicenda che ho portato all’attenzione della Commissione regionale Antimafia per fare chiarezza su un ingente flusso di denaro pubblico gestito in maniera poco trasparente da Regione Lombardia. Ieri, proprio in Commisisone, si è tenuta l’audizione dei funzionari della giunta, che hanno tentato di spiegare il meccanismo con cui vengono amministrati i fondi. Ma i dubbi rimangono. Intanto, perché Aler Milano dovrebbe gestire questi fondi e non lo fa direttamente Regione Lombardia? Perché, a quanto detto dai funzionari, essendo fondi destinati ai comuni, “se le risorse venissero gestite direttamente da regione potrebbero perdersi qualora non utilizzate dai Comuni, mentre in carico ad Aler le risorse vengono erogate”. Eppure fermi in Aler ci sono ancora 1.4 mln di euro. E com’è possibile che un’attività così importante come il recupero dei beni confiscati alla mafia sia gestita tramite escamotage? Inoltre questo sistema apre tutta una serie di interrogativi molto preoccupanti. I comuni ricevono soldi da Aler e devono rendicontare. Perché invece Aler non è tenuta a farlo con Regione Lombardia, da cui riceve i fondi? Come facciamo a sapere che Aler non utilizzi questi soldi anche per attività non inerenti il recupero dei beni confiscati, per i suoi immobili? E com’è possibile che i funzionari dicano che i soldi parcheggiati in Aler lo siano per mancanza di richieste dai Comuni? E’ evidente che questo sistema macchinoso e fumoso non è trasparente. Qui si tratta di soldi pubblici, anche ingenti (si parla di 1 milione e 400 mila euro ancora fermi, di cui 700 mila destinato) che devono essere erogati fino all’ultimo euro per il recupero degli immobili confiscati alla mafia. Le regole vanno cambiate. La gestione dei beni confiscati alle mafie dovrebbe essere, per definizione, un processo trasparente, mentre, se non fossimo stati noi a sollevare il polverone, nessuno avrebbe saputo di questa gestione nata da Zambetti e tutt’ora da chiarire. Da parte nostra, ho fatto nuovi accessi agli atti per verificare i flussi finanziari da Aler e insisterò ancora per vederci chiaro sui residui.

Silvana Carcano – Portavoce del M5S Lombardia e membro della Commissione Antimafia.

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