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Aler, si va avanti sui cavilli ma non ci sono le case popolari da assegnare

Aler, si va avanti sui cavilli ma non ci sono le case popolari da assegnare

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“Durante l’audizione odierna di ALER Milano e dei sindacati degli inquilini sono intervenuto per ribadire che, al di là della discussione contingente sul regolamento dei servizi abitativi, il vero dramma del diritto alla casa è che mancano gli alloggi da assegnare, e anche quando ci sarebbero non sono assegnabili in quanto non a norma: versano in tale stato circa 6.000 abitazioni nella sola Milano a fronte di 25.000 nuclei familiari aventi diritto che aspettano un’assegnazione che forse non arriverà mai”, dichiara il Consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco.

“Oggi”, spiega, “abbiamo discusso il regolamento, quindi aspetti per lo più burocratici, con alcune aperture della maggioranza quali l’ampliare la platea dei redditi Isee che possono accedere ai servizi abitativi pubblici, ma rimane sullo sfondo il vero problema, cioè l’insufficienza degli investimenti. In una simile emergenza Regione si limita ad interventi una tantum per rattoppare i buchi, vuoi per ripianare parte dei debiti di ALER Milano, vuoi per lanciare piani di ristrutturazione episodici, a macchia di leopardo e dal respiro corto: manca invece una riforma strutturale che individui fonti certe e costanti di finanziamento dei servizi abitativi e che permetta di superare il continuo ricorso al tamponare l’emergenza di turno, cosa peraltro richiesta anche dalla Corte dei Conti. E’ da mesi che lo diciamo, e abbiamo anche presentato una serie di emendamenti al bilancio 2019 per reperire risorse da destinare a tal fine, ma sono stati tutti bocciati dalla maggioranza di Lega e centrodestra, vera responsabile della situazione”.

“La riforma del regolamento discussa oggi  contiene poi alcune assurdità quali le quote fisse e rigide di assegnazioni senza relazione con il territorio, per cui la stessa rigida quota di alloggi per indigenti sarà assegnata a in quartieri come Giambellino o in Corso Montenapoleone, una vera assurdità targata Lega-centrodestra. Al contempo non c’è un criterio unico a livello regionale per individuare i nuclei familiari indigenti i quali, sempre secondo il nuovo regolamento, potranno fare domanda per un alloggio popolare unicamente nel Comune di residenza, si pensi cosa ciò comporterà ad esempio nei moltissimi piccoli Comuni che non hanno alloggi popolari, o ne hanno in numero decisamente insufficiente.

Mentre la Giunta e la maggioranza pastrocchiano con il nuovo regolamento dimenticandosi sistematicamente di aumentare le risorse a disposizione, e quindi il numero degli alloggi disponibili, gli inquilini, i residenti e gli aspiranti tali, esasperati, si sentono sempre più abbandonati e in molti casi si auto-organizzano in Comitati per auto-gestire servizi e necessità quotidiane. Come M5S continueremo a incalzare la maggioranza per ottenere un cambio di rotta e una riforma vera, e non solo sulla carta, delle politiche per il diritto alla casa”, conclude Di Marco.

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