Martedì scorso in Consiglio regionale è stata discussa un’interpellanza del M5S Lombardia che chiedeva chiarimenti sull’approvazione dello studio di fattibilità per il potenziamento della SP (ex SS n. 35) “Milano-Meda” con la costruzione della terza corsia, tratta Cormano-Bovisio Masciago.

L’assessore regionale a Infrastrutture e trasporti Claudia Terzi ha spiegato che l’aggiornamento del progetto non arriverà prima del 30 giugno 2019 e che sono in corso  ulteriori approfondimenti.

Marco Fumagalli e Massimo De Rosa, consiglieri regionale del M5S Lombardia, dichiara: “La vicenda della Milano Meda mette a dura prova la proverbiale efficienza lombarda. A fronte di un incarico conferito nel 2016, non vedremo prima della metà dell’anno corrente, un progetto di fattibilità definitivo. Non credo che si possa semplicemente attribuire a Infrastrutture Lombarde l’incapacità di fare in tempi accettabili uno studio di fattibilità.

La buona notizia è che se per fare un progetto di una tale semplicità e breve realizzazione dell’opera, ci si impiegano così tanti anni, possiamo stare tranquilli che Pedemontana non verrà mai realizzata. Anche il progetto Milano Meda è subordinato alla realizzazione di Pedemontana perché in primo luogo occorre soddisfare la domanda di traffico di questa autostrada in project financing. Le difficoltà finanziarie legate alla realizzazione di Pedemontana impongono di non fare altre scelte che potrebbero danneggiare la redditività di Pedemontana. Quindi all’apertura di un cantiere di facile realizzazione, con un costo contenuto e di immediato impatto per i cittadini, si preferisce bloccare i lavori per non disturbare le scelte del grande capitale. Ancora una volta l’azione di Regione Lombardia è subordinata alla volontà del privato come già purtroppo evidente nella sanità lombarda. Pedemontana oltre a dissanguare finanziariamente la Serravalle spa, impedisce la riqualificazione delle strade e sottrae quotidianamente a coloro che transita dal casello di Agrate e Monza un pedaggio che serve solo a finanziare un’opera che non vedrà mai la fine. Questa è la gestione delle infrastrutture stradali di Regione Lombardia”.

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