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Salviamo Bea da politici miopi e amministratori ottusi (quando va bene)!

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Da quanto si apprende dal Cittadino di Monza e Brianza di oggi, pare proprio che ci avevamo visto giusto quando abbiamo sostenuto che le vere motivazioni delle dimissioni del Presidente di Bea, Silvio Boselli – seguite a ruota da quelle di altri 3 membri del consiglio di amministrazione – sono da ricercare nei gravissimi problemi relativi all’aggiudicazione della gara per la fornitura e gestione della turbina dell’impianto di teleriscaldamento.

E’ davvero imbarazzante il silenzio assoluto che tutti gli attori coinvolti – i sindaci soci in primis – hanno cercato di calare su questa gravissima vicenda, i cui contorno sono ancora tutti da chiarire. Se l’intento era quello di tutelare l’immagine della società, hanno davvero sbagliato strada!

E già il fatto che non è stato concesso a due consiglieri comunali 5 Stelle di Nova Milanese e Bovisio Masciago di presenziare come uditori all’Assemblea dei Soci di mercoledì scorso non è affatto un bel segnale.

L’unico modo di salvaguardare l’immagine dell’azienda e dei suoi dipendenti è quello di agire nella massima trasparenza e di comunicare pubblicamente quanto sta succedendo in Bea, senza dare l’impressione di voler coprire eventuali comportamenti illeciti o truffaldini, che devono invece essere perseguiti in maniera netta, individuando colpe e responsabilità personali.

A ben vedere, tutti gli errori, i passi falsi, le forzature e le cantonate che Bea ha preso negli ultimi anni hanno un unico filo conduttore (oltre alla dabbenaggine dei suoi amministratori). C’è difatti un’unica perversa finalità che unisce il progetto (fallito) di costruire un nuovo grande impianto (anni 2000), l’idea (respinta) di vincolare i comuni a conferire per 20 anni una quantità prestabilita di rifiuti da bruciare (piano industriale 2012), il bando di gara (andato deserto) per i lavori di revamping del vecchio forno, l’illegale scambio di azioni (accantonato) tra Bea e Cem in vista della fusione delle due società e le vicende poco chiare di questi ultimi giorni legate all’aggiudicazione del bando per la turbina con relative dimissioni di 4 membri su 5 del Consiglio di Amministrazione: la volontà, costi quel che costi e contro ogni logica, di salvare il vecchio forno inceneritore di Desio dal suo naturale destino di dismissione. In nome di quale principio, idea o convenienza non è dato di sapere.

I sindaci soci e i partiti di cui sono espressione, ce la faranno mai a capire che l’unico modo per salvare Bea, i suoi lavoratori e il valore patrimoniale che la società rappresenta per i soci stessi è quello di abbandonare definitivamente e nel modo più rapido e indolore possibile la pratica dell’incenerimento dei rifiuti?? Quanti errori, passi falsi, forzature e cantonate dovrà prendere ancora Bea prima che ci si convinca che il vecchio forno non può essere tenuto in funzione per altri 20 anni? E quanto tempo dovrà passare ancora prima che il Pd, i sindaci e il presidente della Provincia capiscano che l’unico modo di salvaguardare l’azienda è quello di cominciare SUBITO a ragione sulla dismissione dell’impianto e sulla sua riconversione a “fabbrica dei materiali”?

Ma perché tutto questo accada, la prima cosa da fare è allontanare tutti coloro che hanno gestito la società fino ad oggi, a partire da Alcide Copreni (in Bea dalla notte dei tempi, oggi Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bea Gestioni) e Alberto Cambiaghi (Direttore Generale di Bea nonché Consigliere e Amministratore Delegato di Bea Gestioni).

Finché Bea non sarà guidata da un management con idee nuove, al passo coi tempi e con in testa una politica industriale rivolta al futuro e a un gestione virtuosa dei rifiuti, non cambierà mai nulla. Gli esempi ci sono, basta seguirli… è così difficile?

Sembra invece che l’orientamento dei soci sia quello di sostituire l’ormai ex Presidente Boselli con un altro personaggio organico e ben allineato alle gerarchie del PD brianzolo, per portare avanti gli stessi identici progetti fallimentari di preservazione del forno… per la serie, avanti tutta verso la catastrofe… tanto alla fine a pagarne le spese – come sempre – saranno i cittadini e i lavoratori dei Bea.

 

 

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