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Chiusura uffici postali: insufficiente intervento della Regione

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Non è accettabile che Poste Italiane porti avanti un piano di riorganizzazione che ha l’obbiettivo di massimizzare i profitti in vista della privatizzazione a scapito dei cittadini più deboli tagliando loro i servizi.

Secondo il sottosegretario regionale Daniele Nava, che e’ intervenuto stamane in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio e Attivita’ Produttive per fare il punto sulla trattativa con Poste Italiane in merito al piano di chiusure e razionalizzazioni che prevedeva per la Lombardia la chiusura di 61 uffici e l’apertura a singhiozzo per altri 121 sportelli,  “grazie all’azione di Regione Lombardia 15 sportelli sono stati salvati e altrettanti sono usciti dalla lista degli uffici soggetti alla razionalizzazione”.

Altro che “buon risultato”, come ha dichiarato il sottosegretario regionale! Molte zone periferiche, soprattutto quelle non servite dal trasporto pubblico, resteranno senza ufficio postale con gravi disagi per la popolazione. Gli uffici postali decentrati inoltre costituivano un presidio territoriale di servizi necessari ai cittadini . Da questo punto di vista la scelta di chiudere uffici da parte di un azienda da anni sul territorio, e quindi con un vantaggio competitivo, risulta quantomeno dubbia ed economicamente poco accorta sul lungo periodo.

Stefano Buffagni, consigliere regionale M5S Lombardia.

 

 

 

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