Home Ambiente e Protezione Civile Lombardia: un modello agricolo che favorisce solo le grandi imprese

Lombardia: un modello agricolo che favorisce solo le grandi imprese

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PSR-2015

Durante la seduta di Commissione Agricoltura del 1/7, l’assessore Fava ci ha aggiornati sulla situazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020. Il Piano, predisposto da Regione Lombardia, deve essere ancora formalmente licenziato e approvato dalla Commissione Europea per poter essere esecutivo e poter partire con i finanziamenti e i bandi previsti dalle misure.

Siamo a metà 2015, quindi già in forte ritardo, e questo ha provocato pesanti disagi e problemi al mondo agricolo lombardo. L’assessore a fine anno scorso aveva previsto l’inizio del PSR ad aprile, poi corretto a giugno e adesso dice “a giorni”.

Ha spiegato che il ritardo dell’UE nell’approvare il nostro PSR è dovuto ad una sorta di “… pregiudizio verso la nostra zootecnia …” della Commissione Europea, che ci contesta un taglio troppo orientato verso le imprese, troppo poco “rurale.  L’assessore ha chiaramente detto che l’approvazione del PSR è vitale per la sopravvivenza delle nostre aziende agricole.

Da notare che quello che l’UE contesta è quello che noi abbiamo sempre contestato al nostro modello di sviluppo agricolo, schiacciato sia da un consumo di suolo selvaggio, responsabilità di tutte le amministrazioni lombarde degli ultimi 20 anni (in particolare quindi Lega e centrodestra), che ha ridotto sempre di più il terreno fertile, sia da un modello intensivo che provoca danni all’ambiente, sempre più povertà tra gli agricoltori e favorisce appunto le “grandi imprese” e non i piccoli soggetti, che operano in sintonia col territorio.

E’ chiaro che non si può cambiare un sistema da un giorno all’altro, ma è evidente che questo PSR poteva essere un punto di svolta per la nostra agricoltura, che ha un destino segnato se continua di questo passo: cioè morire. Invece Regione Lombardia, viste le contestazioni dell’UE, non ha approfittato di questa occasione, e dovrà prendersi tutte le responsabilità per quello che accadrà in futuro.

L’assessore, in risposta a una nostra domanda, ha detto che certamente col prossimo PSR ci dovranno essere dei cambiamenti, ma temiamo che sia troppo tardi. Intanto il consumo di suolo andrà avanti (checché ne dica la Regione) e questo sistema continuerà a produrre le sue vittime.

Regione Lombardia continua a definire la nostra agricoltura una eccellenza e, a parole, la difende. Invece nei fatti è tutto il contrario, e grazie a questa amministrazione nei prossimi anni la crisi del nostro mondo agricolo si farà ancora più pesante.

Giampietro Maccabiani

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