Home Ambiente e Protezione Civile Sempre meno controllo sui richiami vivi: dalla maggioranza un assist per i bracconieri
Sempre meno controllo sui richiami vivi: dalla maggioranza un assist per i bracconieri

Sempre meno controllo sui richiami vivi: dalla maggioranza un assist per i bracconieri

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richiami viviLa maggioranza oggi ha modificato la normativa attuale riguardante il censimento degli uccelli utilizzati come richiami vivi di cattura e di allevamento nella banca dati regionale. Per un cacciatore ora sarà più facile falsare il dato dei richiami vivi di allevamento posseduti, dichiarandone ad esempio molti meno. Il risultato sarà un esile controllo del patrimonio di richiami vivi cui conseguirà una finta carenza di esemplari di allevamento e la creazione quindi di una “finta” necessità di proseguire e giustificare in deroga la necessità di cattura dei richiami vivi (che dovrebbe cessare nel 2017), per poterne soddisfare il fabbisogno.

Abbiamo cercato di porre rimedio presentando emendamenti che andavano ad abrogare queste norme, ma sono stati bocciati.

Regione Lombardia aveva istituito di recente la banca dati dei richiami vivi, per la quale i cacciatori avrebbero dovuto inanellare e denunciare gli uccelli utilizzati come richiami vivi, sia di cattura che di allevamento, specificando per ogni esemplare il numero di anello. Questo anche al fine di stimare il numero totale di richiami vivi, tra esemplari di cattura e di allevamento.

Cosa cambia ora con l’entrate in vigore del Pdl 252 di semplificazione? In sostanza un cacciatore oggi, per i richiami vivi di allevamento, deve dichiarare nella banca dati regionale dei richiami vivi solo il numero di uccelli che possiede, diviso per specie, non indicando più il codice identificativo dell’anellino che ogni richiamo deve avere. Questo impedisce una quantificazione certa di quelli di allevamento posseduti, condizione indispensabile per il calcolo del fabbisogno preordinato all’eventuale attivazione delle procedure di deroga.

Inoltre l’assenza della dichiarazione del codice identificativo permetterebbe di poter scambiare più facilmente volatili catturati illegalmente per richiami di allevamento, favorendo in questo modo il bracconaggio, già fortissimo soprattutto nelle valli bresciane.

Giampiero Maccabiani – Consigliere Regionale del M5S Lombardia

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