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Piano Cave di Lecco: andava ridotta la volumetria di escavazione

Il M5S Lombardia non ha partecipato al voto sul rinnovo del Piano Cave di Lecco

Per il portavoce regionale Giampietro Maccabiani: “Il piano cave per il settore sabbia e ghiaia è scaduto nel 2011 e per il settore rocce industriali sarebbe scaduto nel 2021. Non ha senso rinnovare oggi il piano per le rocce industriali. Andava attesa la sua naturale scadenza e rifatto il piano sulla base di previsioni estrattive coerenti con un mercato in contrazione. Per di più non riteniamo che il Consiglio regionale sia l’organo che deve esprimersi su di un Piano cave che dovrebbe essere un atto puramente amministrativo basato su linee di indirizzo chiare. Va cambiata la legge regionale sulle cave (lr 14/1998)  in modo che possa indirizzare verso una pianificazione più ampia superando quella provinciale e che lasci l’ultima parola alla Valutazione Ambientale Strategica, che deve essere rigorosa e considerare gli impatti della pianificazione su tutto il territorio regionale”.

“Nel corso della discussione è stato anche bocciato – continua Maccabiani – un nostro emendamento per ridurre la volumetria prevista di escavazione per uno degli ambiti ricadenti nel comune di Lecco. E’ l’unico ATE che viene ampliato – raddoppiato- rispetto a quanto pianificato nel vecchio piano del 2001. Il piano approvato non è sostenibile del punto di vista ambientale: ricade sostanzialmente sul comune di Lecco che vede dunque ancora il proprio territorio gravato da queste cave, che causano forti impatti ambientali e paesaggistici. È giusto considerare le esigenze di fabbisogno di materiale ma le esigenze ambientali, nella situazione attuale, devono essere prioritarie nella redazione dei piani cave.”

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