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Traffico illecito di fanghi contaminati: il controllo pubblico non funziona (Il VIDEO della conferenza stampa)

Traffico illecito di fanghi contaminati: il controllo pubblico non funziona (Il VIDEO della conferenza stampa)

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Il video della conferenza stampa dei portavoce M5S

“I cittadini lombardi hanno diritto di sapere quale sia lo stato dei suoli lombardi in merito all’inquinamento cumulato dall’annuale spandimento di fanghi e hanno diritto di essere protetti e tutelati da un sistema di controlli serio, esigente e puntuale. Questo sistema ad oggi non esiste, come non esiste alcuno studio che comprovi, in maniera strutturale, lo stato di salute dei terreni agricoli sui quali vengono sparse tonnellate e tonnellate di fanghi. Ciò premesso, le Istituzioni devono colmare questa grave lacuna, in presenza della quale ogni azione deve essere improntata al principio di precauzione”, così Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Palazzo Pirelli.

Per Nanni, “lo scandalo delle 110.000 tonnellate di fanghi, non a norma, sparsi sui terreni agricoli del Sud Lombardia dimostra il completo fallimento del sistema di controlli sullo spandimento rifiuti-fanghi, principalmente affidato ad auto-certificazioni ed auto-controlli da parte delle ditte private.

Da un anno, il M5S, tramite azioni istituzionali sia in Regione Lombardia sia in Parlamento e in Europa, denuncia l’allarme ed il pericolo di compromissione irreversibile dei nostri terreni agricoli, in particolare nelle Provincie di Pavia, Lodi e Cremona. Solo nel pavese si spandono la metà dei fanghi prodotti nell’intera Lombardia e sempre nel pavese è presente il 50% degli impianti fanghi di tutta la Lombardia. A fronte di questo massiccio e indiscriminato spandimento di fanghi, i controlli pubblici sono praticamente inesistenti. A confermarlo, l’inchiesta giudiziaria in corso, che coinvolge la C.R.E. SPA, la più grande impresa di trattamento fanghi d’Italia, conferma tragicamente la fondatezza della denuncia del M5S.

La questione non va sottovalutata perché potrebbe prefigurare, sulla base della nuova legge sugli ecoreati, il disastro ambientale. Il pesante silenzio dell’Assessore Regionale all’Agricoltura sull’inchiesta in corso e le parole elusive dell’Assessore Regionale all’Ambiente che dichiara di non aver mai ricevuto segnalazioni su irregolarità da ARPA e che, poco meno di qualche mese fa, aveva risposto a un’ interrogazione M5S sui fanghi, dichiarando che tutto era norma di legge, attestano chiaramente che il sistema di controllo pubblico fa acqua da tutte le parti. Non sono queste le parole che i cittadini si aspettano di sentire, in un momento in cui è messa a rischio la loro stessa salute.

Per questo abbiamo depositato un’interpellanza regionale che chiede un intervento urgente di Regione Lombardia per attivare controlli massivi e a tutto campo, mediante ARPA e ASL, sui terreni contaminati, individuati grazie al lavoro delle forze dell’ordine, e a tutt’oggi non ancora posti sotto sequestro. Quei terreni sono coltivati e i loro prodotti potrebbero finire nei nostri piatti e procurare danni irreversibili alla nostra salute. Bisogna intervenire subito”.

L’interpellanza regionale depositata dal M5S Lombardia chiede poi di rivedere completamente il sistema dei controlli pubblici deve urgentemente essere rafforzato tramite una serie di misure precise e puntuali:

1.     Urgenti ispezioni a sopresa e campionamenti sui fanghi nei principali impianti di trattamento rifiuti-fanghi, per verificare se esistano casi simili a quelli oggetto dell’attuale inchiesta.

2.     Capillarità delle ispezioni degli impianti e campionamenti con analisi in contraddittorio dei fanghi trattati.

3.     Finanziamento dei controlli tramite tassazione ad hoc sulle imprese di trattamento rifiuti-fanghi. ARPA non ha le risorse per aumentare i controlli? Benissimo, siano le imprese stesse di trattamento rifiuti-fanghi a co-finanziare i controlli pubblici in contraddittorio e a sorpresa.

4.     Garantire la rilevanza statistica dei controlli. Dato che non è possibile effettuare campionamenti-controlli sulla totalità dei fanghi trattati e sparsi nei campi, è necessario almeno garantire la rilevanza statistica dei campionamenti-controlli effettuati!

5.     Monitoraggio dell’effetto cumulo delle sostanze inquinanti sui terreni. I fanghi vengono sparsi ogni anno con effetto accumulo di inquinanti, è necessario un monitoraggio strutturale e permanente dei terreni. L’unica Provincia lombarda nella quale è stato effettuato un monitoraggio dei terreni, nel lontano 2005 e senza ulteriori monitoraggi (quindi è impossibile valutare l’effetto accumulo di inquinanti nel tempo), è la Provincia di Pavia.

6.     Monitoraggio urgente di ARPA e ASL competenti dei terreni agricoli sui quali sarebbero stati sparsi fanghi non a norma.

7.     Moratoria urgente sullo spandimento di rifiuti-fanghi in agricoltura in attesa degli accertamenti su tutti i punti precedenti.

Per Danilo Toninelli, portavoce del M5S alla Camera dei deputati: “Occorre poi attivare una moratoria sia sui nuovi impianti fanghi, sia sulle richieste di ampliamento degli esistenti. I nostri campi sono saturi, i danni all’agricoltura potrebbero essere irreversibili dato che studi recenti hanno attestato che i fanghi uccidono la biodiversità”.

Luca Degano, consigliere comunale di Lodi del M5S conclude: “Il M5S su questo campo si è già attivato da oltre un anno con l’iniziativa #noninfanghiamoci che consiste in un ciclo informativo di incontri con i cittadini presso le amministrazioni locali alla presenza di tecnici ambientali, comitati ambientalisti ed esponenti M5S finalizzato a promuovere il divieto di spandimento fanghi nei Comuni lombardi, in una fascia di rispetto di 500metri dalle abitazioni, sulla base di quanto disposto da una recente sentenza del Consiglio di Stato nel 2015. Siamo stati a Pavia, Landriano, Cura Carpignano, Casalpusterlengo, Lodi, Lodi Vecchio, Sant’Angelo Lodigiano e abbiamo in programma di presentare l’iniziativa in molti altri comuni”.

Milano, 15 luglio 2016.

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