Home Legalità e trasparenza Melazzini e Maroni, i furbetti del Pirellone
Melazzini e Maroni, i furbetti del Pirellone

Melazzini e Maroni, i furbetti del Pirellone

0
1

Le brutte abitudini fanno fatica ad essere abbandonate, in particolare per questa classe politica che per anni ha usato i soldi pubblici come bancomat personale. Al Pirellone è ancora fresco lo scandalo Rimborsopoli, eppure c’è ancora qualcuno che fa il furbetto, a cui evidentemente non basta lo stipendio da oltre 8 mila euro al mese. Parliamo dei consiglieri regionali Mario Melazzini (Lombardia Popolare, ex Ncd) e Daniela Maroni della Lista Maroni. Mario Melazzini, l’ex assessore assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, ora consigliere regionale, è diventato lo scorso dicembre anche presidente di Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e ha recentemente presentato al Consiglio Regionale della Lombardia un certificato medico in cui chiede tre mesi di riposo continuativo che gli permette di non perdere, nonostante l’assenza, la diaria (il rimborso spese). Eppure da ciò che emerge dai media, sembra che il certificato medico non gli impedisca di lavorare, “continuativamente”, in Aifa, partecipando a eventi pubblici, presiedendo incontri e rilasciando dichiarazioni. Questo è inaccettabile. E’ da dicembre che Melazzini non si fa vedere né in commissione né in consiglio: se le cose stanno così Melazzini dovrebbe mollare la poltrona e cedere il suo posto a qualcuno in grado di svolgere il ruolo di consigliere regionale, di presenziare in aula, nelle commissioni e sul territorio.

Poi c’è il capitolo Daniela Maroni, che per motivi personali, ha passato una settimana al mare accompagnando un parente, dietro presentazione del suo certificato medico, senza tuttavia rinunciare al rimborso spese. Il M5S si è immediatamente opposto e la Maroni ha quanto meno rinunciato al gettone di presenza, ma l’atteggiamento poco trasparente di questa consigliera quando si tratta di risorse pubbliche, già emerso con i casi della “pompa di benzina” e delle “sospette” assunzioni di personale denunciati dal M5S, è l’esempio di come i comportamenti “da casta”, che nelle liste civiche si annidano peggio che nei partiti, sono lontani dall’essere estinti nelle nostre istituzioni. Il M5S, come dimostrato in tutta la sua attività, è attento e vicino ai diritti dei più deboli, ma condanna fermamente chi utilizza gli strumenti di tutela previsti dalla legge per… “motivi di salute”?

Stefano Buffagni – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Informativa sulla Privacy

A partire dal 25 maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR), abbiamo aggiornato la nostra Informativa per il trattamento dei dati personali