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ARAC: “L’anticorruzione di Maroni è un pacco”

ARAC: “L’anticorruzione di Maroni è un pacco”

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“Scandalo dentiere, rimborsi pazzi, assessori inquisiti ed ex assessori arrestati, l’anticorruzione di Maroni è un pacco. Arac, l’autority anticorruzione strombazzata dal Presidente è stata “candeggiata” per evitare l’incostituzionalità: non sarà un’autority ma un’agenzia, non avrà autonomia,  non assicurerà azioni di contrasto alla corruzione ma, è scritto nella legge, avrà solo il compito di contribuire ad assicurarle.

L’Arac non avrà  poteri, ma solo funzioni. Tra queste, la diffida agli enti, il cavallo di battaglia di Maroni, è stata cancellata.  Risultato: un ente assolutamente inutile che avrà a disposizione un milione di euro, che poteva essere destinato all’attività di anticorruzione regionale. Tutte le competenze dell’ente millantato da Maroni esistono già nella legislazione nazionale o regionale. Lo ribadiamo: non si fa anticorruzione con la propaganda e istituendo un ente vuoto ma andava finanziato il Comitato di trasparenza degli appalti e, come abbiamo chiesto e ottenuto con un ordine del giorno all’assestamento del bilancio, reso più forte il Comitato scientifico antimafia regionale.

L’anticorruzione nella sanità lombarda resta una pantomima: molte AST e ASST non si sono ancora dotate di piani e responsabili anticorruzione. Alcuni enti regionali copiano e incollano i piani e li piazzano sui loro siti. E questo è tutto.  Il dilagare dell’illegalità nella macchina amministrativa lombarda merita ben più di ARAC. Certo, senza nessuna volontà politica non si aprono come scatolette di tonno le stanze dei bottoni. L’esempio che può fare la politica è quello di allontanare chi è sotto processo dai propri partiti”, così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso della discussione delle legge sulle Nome sulle procedure della programmazione in Consiglio regionale oggi che introduce modifiche a ARAC.

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