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Expo incontra il M5S, qualche passo avanti per la trasparenza

Expo incontra il M5S, qualche passo avanti per la trasparenza

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La querelle verbali del Consiglio di Amministrazione di Expo negati al M5S Lombardia sembra aver trovato una parziale composizione. Nella giornata di ieri, dopo l’invio della lettera di un legale che intimava la richiesta degli atti, la portavoce regionale Silvana Carcano, insieme a due attivisti, Monica Forte e Giovanni Navicello, hanno incontrato l’amministratore delegato Alberto Grando e il direttore generale di Expo Christian Malangone per discutere tempi e modi di traduzione del materiale.

“Abbiamo fatto qualche passo avanti e nei prossimi giorni Expo ci farà avere tutti gli ordini del giorno del Consiglio di Amministrazione. Con quelli, punto per punto, chiederemo il materiale che ci interessa e ci concentreremo, in particolare, sulle bonifiche del sito, sui costi del MISE, la messa in sicurezza emergenziale della falda acquifera e sulla piastra, l’ossatura dell’esposizione, anche in previsione del suo eventuale riutilizzo”, spiega Carcano.

Sulle bonifiche, in particolare, il Movimento 5 Stelle ha insistito perché non si arrivi alla prescrizione: “mancano pochi giorni e milioni di euro che devono essere sborsati da privati, ex proprietari dell’area, tra cui Fondazione Fiera, in conflitto di interessi perché socia in Arexpo, e i Cabassi. Quello della chiarezza sulle bonifiche e sullo smaltimento dei riporti e dei rifiuti è un tema che seguiamo da anni e che senza il nostro lavoro di verifica e controllo non avrebbe nemmeno sfiorato il dibattito pubblico. Expo ha spiegato che si tutelerà dalla prescrizione, noi insistiamo: quei costi non vanno assolutamente scaricati sugli italiani”, argomenta Carcano.

“Sul MISE – aggiunge – siamo in attesa di risposte. Dovrebbe essere costato meno di un milione di euro, sono soldi dei cittadini e pretendiamo anche qui totale trasparenza. Expo si è impegnata a fornirci sia i costi di progettazione e di costruzione che quelli di esercizio e hanno riconosciuto che la nostra attività di controllo è stata utile per rivalere queste spesa di soldi pubblici su chi sta realmente inquinando, una società privata ”.

 

“Certo in un paese normale i costi di Expo non sarebbero custoditi come i segreti di Fatima, i verbali di Expo sarebbero a disposizione della Regione Lombardia e dei consiglieri regionali che hanno, per legge, la facoltà di controllarli. La nostra insistenza continua ha comunque avuto effetti positivi e sollevato temi e criticità che altrimenti sarebbero restate sotto il tappeto.”

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