Home Ambiente e Protezione Civile M5S chiama ENI alla Camera Deputati: domani l’audizione su esplosioni in raffineria.
M5S chiama ENI alla Camera Deputati: domani l’audizione su esplosioni in raffineria.

M5S chiama ENI alla Camera Deputati: domani l’audizione su esplosioni in raffineria.

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Il M5S ha chiesto ed ottenuto un’audizione dei vertici di ENI presso la Camera dei Deputati al fine di chiarire le cause delle recenti esplosioni alla raffineria ENI di Sannazzaro de Burgondi e le ricadute ambientali e sanitarie sul territorio. L’audizione si terrà domani, 23 febbraio alle ore 13.15 , a Commissioni congiunte, Ambiente e Attività Produttive, e potrà essere seguita in diretta streaming qui: http://webtv.camera.it/commissioni

Iolanda Nanni, consigliere regionale pavese M5S, dichiara: “Dopo la terza esplosione nel giro di un anno avvenuta alla raffineria ENI di Sannazzaro, ho chiesto ai nostri parlamentari di attivarsi per chiamare ENI in audizione in Parlamento, richiesta che è stata da loro tempestivamente inoltrata e fissata. Domani, naturalmente sarò collegata anch’io in streaming per seguire in diretta l’audizione. Fra le domande che porranno i nostri parlamentari ci saranno sicuramente quelle relative ai chiarimenti sulle modalità con cui sono avvenute le esplosioni del 2 luglio, 1 dicembre e 5 febbraio scorso. Chiederemo inoltre se vi sono carenze nell’organico che possano impattare sui sistemi di sicurezza interni e se ENI ha intenzione di farsi carico di coprire i costi dei monitoraggi al suolo che è necessario per verificare i possibili danni sull’ambiente e sulla salute umana.”

“Non sono soddisfatta dalle risposte date sinora da ENI, né mi fido delle dichiarazioni rassicuranti di enti come ARPA che negano ricadute al suolo degli inquinanti: infatti, i dati non sono stati resi disponibili, non vi sono ancora risultanze – neanche parziali – dello studio epidemiologico che doveva partire già nel 2011 ed essere ultimato in 8 anni, non è stato dichiarato l’avvio di monitoraggi strutturali al suolo per verificare la ricaduta degli inquinanti a terra dove si depositano in via definitiva. Giudichiamo potenzialmente carenti i Piani di Emergenza Comunali attivati in maniera scoordinata e a macchia di leopardo e chiederemo un impegno concreto di ENI di farsi carico dei costi di un monitoraggio strutturale al suolo che dovrebbe già essere stato avviato ma di cui non vi è conferma. I monitoraggi al suolo vanno fatti partire, a prescindere dalle esplosioni, su tutta l’area. E’ semplicemente assurdo che non siano mai stati attivati prima d’ora. Pertanto, ho depositato una mozione in Consiglio Regionale e in attesa di calendarizzazione in Aula in cui chiedo un impegno della Regione a farlo. Quell’area è gravemente compromessa, con l’aggravante che Regione Lombardia nel 2015 ha autorizzato proprio lì la costruzione della più grande discarica d’amianto d’Europa. Anche un bambino capirebbe che un insediamento simile, al confine con la raffineria più grande d’Europa, è incompatibile. In questi casi, le Istituzioni invece di rilasciare autorizzazioni che mettono a rischio la pubblica incolumità di interi paesi, dovrebbero applicare il principio di precauzione e negare l’autorizzazione”.

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