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Legge Daccò, stop agli azzeccagarbugli della vecchia politica

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Movimento 5 Stelle con un emendamento che chiede la cancellazione dell’articolo 25 della legge regionale 33 del 2009, ha proposto al Consiglio regionale di abrogare la cosiddetta “legge Daccò”, dal nome del noto faccendiere, ciellino lobbista della sanità privata lombarda, arrestato e condannato.

ierangelo Daccò per tre anni ha pagato vacanze di lusso all’ex governatore Formigoni. La legge, in soli tre anni, ha consentito l’erogazione di circa 180 milioni di euro alla sanità privata accreditata, la metà dei quali sono stati destinati alla Fondazione San Raffaele e alla Fondazione Maugeri da cui sono originati gli scandali con le note inchieste giudiziarie tuttora in corso.

“Da questa mattina”, spiegano i consiglieri nel corso di una conferenza stampa, “abbiamo assistito ad un tira e molla degli uffici tecnici sull’ammissibilità, o meno, dell’emendamento”.

“Chiediamo finalmente di mettere una pietra sopra a questa pagina nera della sanità lombarda tra arresti, processi e condanne per reati come associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali, appropriazione indebita, corruzione e turbativa d’asta. I cittadini lombardi non meritano tutto questo. A dispetto degli azzeccagarbugli della vecchia politica l’emendamento è ammissibile.

Proprio per questo il Consiglio regionale deve assumersi la responsabilità di approvare il nostro emendamento onde evitare di perpetrare il prolungarsi di pratiche illegali ai danni dei malati della sanita pubblica che si vede depauperata di ingenti risorse utilizzate per “dubbie” finalità private”.

I consiglieri regionali M5S Lombardia

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