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Politiche europee: risoluzione inesistente

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Risoluzione inesistente. E’ questo il giudizio del Movimento 5 Stelle Lombardia su di una risoluzione sulle Politiche europee discussa oggi dal Consiglio Regionale.

Per Paola Macchi, portavoce di M5S Lombardia, “L’Europa che vorremmo trovare è un’Europa solidale, autenticamente comunitaria, non una grande banca che ci governa, dove siano i parlamentari europei e nazionali a decidere e non le lobby e i banchieri”. E non c’è questa Europa nella risoluzione portata in Consiglio regionale.

“Non c’è perché – continua Macchi – non si è voluto dare un segnale coraggioso, da Regione forte quale siamo, per lanciare la proposta a tutta la nazione di un reddito minimo di cittadinanza, allineandoci finalmente con gli altri paesi europei, visto che siamo solo noi e la Grecia a non prevederlo”
Manca poi alla risoluzione anche una trasparente presa di posizione sulla lotta alla criminalità organizzata che deve assumere un rilievo europeo: “Non concordiamo neppure sul fatto che non sia stata coinvolta la commissione antimafia per condividere con l’Europa la nostra conoscenza dei pericoli e dei meccanismi delle infiltrazioni della criminalità organizzata di matrice italiana nei grandi appalti anche internazionali”.

Nel corso della discussione sono intervenuti i consiglieri di M5S per spiegare il punto di vista del gruppo sulla risoluzione.

Per Silvana Carcano “E’ assurdo che la risoluzione non sia stata discussa in Commissione Antimafia. Va detto all’Unione Europea che la Lombardia è una delle regioni a più grande infiltrazione mafiosa. La risoluzione avrebbe dovuto sottolineare l’importanza e l’urgenza di una Procura europea, ad esempio, un coordinamento cioè delle indagini in ambito europeo. Anche l’esclusione dalle gare di appalto di aziende colluse con la mafia sarebbe stata da promuovere in questo atto. Il silenzio di questa risoluzione sul tema della lotta alla mafia è oltremodo significativo”.

Giampietro Maccabiani amplia la prospettiva alle tematiche ambientali e dell’immigrazione e dichiara che “nella risoluzione sarebbe stato opportuno un presa di posizione decisa e con obiettivi stringenti nella riduzione della produzione di rifiuti. La risoluzione non è nemmeno soddisfacente sul tema dell’immigrazione. Chiede più fondi, ma prima di chiedere è necessario sapere dove finisce il denaro che già l’Europa ci garantisce”.

E’ molto duro il giudizio di Dario Violi che dichiara: “Pare che ci stiamo prendendo in giro. Siamo arrivati a questa risoluzione scritta dagli uffici e condita di buonismo. Questo è il modo peggiore di strumentalizzare l’Europa. La stessa Europa che ci ha imposto il patto di stabilità. E’ bello pensare che l’Europa dia credito alle imprese, e su questo arriviamo tardi, ma dimentichiamo che la Banca Centrale Europea è un istituto privato. Il lavoro in Regione Lombardia andava fatto più seriamente”.

Andrea Fiasconaro, assumendo che le normative europee sulle qualità dell’aria siano totalmente condivisibili, dichiara: “fatichiamo a confrontarci con l’Europa sul tema della qualità dell’aria perché in Lombardia superiamo sistematicamente i limiti relativi alle polveri sottili. Su questo tema la risoluzione avrebbe dovuto osare di più: le pm10 sono cancerogene e proprio l’Europa ci chiede interventi di decarbonizzazione che non arrivano. Dobbiamo combattere e disincentivare la combustione: dagli inceneritori, al traffico, agli impianti a biogas”.

Per Iolanda Nanni “Siamo contro questo modello di Europa con un parlamento che non ha poteri e che si limita a ratificare decisioni prese da organi comunitari non elettivi al soldo dei Governi degli Stati piu forti. Noi proponiamo un modello di Europa che preveda un’effettiva partecipazione dei cittadini alle politiche comunitarie, che preveda la cooperazione ed il mutuo supporto fra gli Stati, che diminuisca i rischi di conflitto e migliori il tenore di vita dei cittadini. abbiamo riscontrato come dalla risoluzione siano assenti temi importanti come quello di promuovere una nuova e comune politica industriale, non si menziona quella che costituirà la nuova rivoluzione industriale, l’industria digitale che crea il futuro, crea occupazione e posti di lavoro qualificati e per la quale non si prevede alcun investimento. Le merci non viaggeranno piu su infrastruttura ma tutte le informazioni e i dati correranno sulla rete. Dunque e’ obsoleto investire milioni di euro in infrastrutture per il passaggio merci sulla base di previsioni di aumento dei flussi che saranno disattese, visto che sono gia 12 anni che il trasporto merci e’ in costante diminuzione”.

Stefano Buffagni conclude: “Siamo contrari a questa Europa delle banche. Chiediamo che vengano divise le banche commerciali dalle banche d’affari, riappropriandoci al contempo della sovranità monetaria. Perché non iniziamo a parlare di Eurobond garantiti dalla Bce ripartendo quindi i rischi dell’eurozona? Il fiscal compact è una follia, dobbiamo andare in Europa a farci valere, a tutelare i cittadini italiani che continuano a pagare ingiustificatamente il conto di ciò. L’Europa deve essere un volano per lo sviluppo sostenibile e non una palla al piede come è oggi”.

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