Dario Violi Stefano Buffagni

Stop a 5 centri commerciali, vince la linea di M5S

centri-commercialiLa settimana scorsa, in Commissione Attività Produttive l’Assessore Parolini ha relazionato sui risultati relativi alle ultime richieste di autorizzazione di insediamento o ampliamento di Centri Commerciali sul territorio lombardo. Tutte le cinque richieste presentate sono state dichiarate non precedibili.

Stefano Buffagni e Dario Violi, portavoce regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiarano: “Si tratta di un grande successo per il Movimento 5 Stelle. Fino al nostro insediamento in Regione le autorizzazioni a centri commerciali venivano attribuite in modo automatico e acritico. Erano una pura formalità. Ora, grazie all’approvazione di una nostra mozione che ha aperto la strada a una moratoria per la concessione di nuove autorizzazioni per le Grandi Strutture di Vendita, i criteri di concessione di autorizzazione sono finalmente più rigorosi”.

“La Lombardia è ormai satura di centri commerciali che creano grossi problemi di consumo del suolo, congestionamento del traffico veicolare. In un momento di profonda crisi come questo poi, ci preoccupa la flessione della vendita al dettaglio. Il Movimento non considera quindi terminata questa fondamentale battaglia contro il consumo di suolo e la distruzione del tradizionale tessuto commerciale dei centri urbani e non mancherà, nelle prossime settimane, di presentare nuovi provvedimenti per garantire che l’insediamento e l’ampliamento dei Centri Commerciali avvenga solo in presenza di un consenso diffuso nel territorio e non per via di un accordo tra cordate imprenditoriali e amministrazioni locali compiacenti. Per esempio ci opporremo all’insediamento di un nuovi centri commerciali a Cerro Maggiore/Rescaldina e Locate Triulzi”, concludono i consiglieri.

Articoli Correlati

Montagna: la risoluzione del centrodestra è un libro dei sogni

ufficiostampa

Accesso Fascicolo Sanitario ai medici provvisori, il SÌ alla mozione M5S

Redazione Staff

Semplificazione – È fumo negli occhi, così cresce solo la burocrazia

Redazione Staff