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Expo: ancora rischio trasparenza dopo le gare deserte per i ristoranti. E l’Albero della vita in bilico diventa icona del fallimento

Expo: ancora rischio trasparenza dopo le gare deserte per i ristoranti. E l’Albero della vita in bilico diventa icona del fallimento

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Meno di un mese fa David Wilnkinson, Commissario generale per Expo 2015 a Bruxelles, esprimeva in una lettera tutte le sue preoccupazioni riguardo i ritardi di costruzione del padiglione dell’Unione europea. Di oggi la notizia che i due bandi di gara per la gestione dei ristoranti nelle aree comuni della manifestazione (dedicata all’alimentazione) sono andati deserti. Ed è ancor più grave, sul piano simbolico, che L’albero della vita, l’opera icona del Padiglione Italia sia a fortissimo rischio, e quasi sicuramente dovrà essere ripensata.

In merito all’Albero della Vita e ai rapporti tra Expo e Italferr, che dovrebbe sostituire Infrastrutture Lombarde alla direzione dei lavori nel cantiere dopo lo scandalo “appaltopoli”, M5S Lombardia ha già predisposto una serie di accessi agli atti per leggere l’intera documentazione. E sul caso delle attività di ristorazione ci aspettiamo che Cantone non permetta l’eventuale trattativa privata. La trasparenza dell’operazione in un settore ad alta infiltrazione criminale è prioritaria. Sicuramente non è di carenza di trasparenza che Expo ha bisogno, piuttosto che vengano ripensate le gare per invogliare le aziende a partecipare.

E intanto con l’Albero della vita siamo di fronte all’ennesimo ridimensionamento di un progetto iniziale di Expo, e questa volta la nuova figuraccia intercontinentale rischiamo di farla su uno dei nostri campi d’eccellenza, quello del design. Questa metamorfosi al ribasso decreta nuovamente il fallimento dell’idea di Expo pensata da questa classe dirigente, prima ancora del fallimento delle sue opere. Perché se il buongiorno si vede dal mattino, se queste sono le fondamenta, è logico pensare che, come i suoi progetti, anche i proclami di ripresa economica e spinta occupazionale sono solo teorici e nella realtà non esisteranno.

Ma su questo il M5S è sempre stato chiaro: Expo è un’opera contraddittoria perché le preoccupazioni, i ritardi e gli scandali stracciano le opportunità 800 a zero. La maggior parte dei danni è ormai irreversibile, Bre.Be.Mi, Rho-Monza, Pedemontana, TEEM e centri commerciali costruiti in un territorio saturo oltre ogni limite hanno deturpato indelebilmente il nostro territorio e arricchito solo una piccola cerchia di persone. Ci focalizzeremo allora anche sul dopo Expo, ma il processo di coinvolgimento democratico non è nemmeno iniziato e purtroppo sembra interessare solo al MoVimento 5 Stelle.

 

M5S Lombardia

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