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M5S Lombardia al tavolo di conciliazione insieme ai lavoratori della ex Alfa Romeo di Arese

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Ieri, 15 settembre, Silvana Carcano e Bruno marton, portavoce in Regione e in Senato del M5S, hanno preso parte insieme ai lavoratori della ex Alfa Romeo di Arese, e ai rappresentanti dello Slai Cobas, a un ulteriore tavolo di conciliazione in prefettura, durato diverse ore.

Con grande sorpresa di tutti, i rappresentanti delle proprietà dell’area non si sono presentati! Si sta parlando di grandi aziende, di poteri forti che dispongono della proprietà di milioni di metri quadrati di area e che hanno trovato tutti una certa soddisfazione ed equilibrio dal cosiddetto accordo Pavone. Ebbene, questi attori, oltre a non presentarsi ad una riunione convocata dalla Prefettura, continuano a dichiarare di non riuscire a trovare 100 metri quadrati per una sede alternativa dei Cobas e nemmeno una ricollocazione lavorativa per chi ha in mano una sentenza di reintegro. Vorremmo sapere se la società ABP, che avrebbe “delegato” Innova rispetto alla gestione di questi lavoratori, ha verificato con esattezza i nomi dei proprietari dell’Innova, la loro collocazione fisica e soprattutto se in possesso delle garanzie di legge per poter avviare questo tipo di attività.

Vorremmo sapere da queste persone, qualora mai si ripresentassero in Prefettura, perché il 6 agosto scorso, presso la Direzione Territoriale del Lavoro, non hanno accettato che i lavoratori sottoscrivessero un vecchio Protocollo (che qualcuno continua a chiamare erroneamente Accordo; un accordo prevede una firma di tutte le parti, quel documento invece era stato redatto dal comune di Arese, dalla Regione e dalla proprietà, non dai lavoratori) in cui si offriva loro 2 milioni di euro circa. I lavoratori, ormai indigenti a causa del protrarsi dell’assenza di stipendio da anni, hanno offerto la loro disponibilità a firmare il Protocollo nei termini formulati nella proposta della controparte.

Cioè, in sintesi, con un paradosso tutto italiano, la proprietà si è rifiutata, dopo averla proposta, di accettare la firma dei lavoratori stessi dei 2 milioni di euro da loro offerti col Protocollo, strano giro di parole no? e perché poi?

Purtroppo a queste domande non si è potuta avere adeguata risposta a causa dell’assenza ingiustificata da parte delle proprietà, seppur invitati dalla Prefettura.

Senza farci prendere per il naso abbiamo insistito e ottenuto dalla Prefettura di riconvocare con urgenza e determinazione, come solo il braccio del Governo sul territorio può fare, Aglar e anche Expo, che, nel mentre attende la realizzazione del più grande centro commerciale sulle aree ex Alfa, disporrà dei parcheggi “necessari”per i sei mesi dell’esposizione universale.

Tra centri commerciali, parcheggi con servizi navette per Expo, sentenza di riassunzione in mano, e mille altri documenti di cui è impossibile parlare in un post, qualcuno vorrebbe farci credere che tutti vincono qualcosa tranne pochi operai abbandonati a sè stessi, senza più dignità da mesi?

Su questa triste e rabbiosa vicenda noi non molleremo.

Se pochi lavoratori possono essere l’ultima questione da affrontare per i grandi nomi di aziende e di personaggi (alcuni dei quali di dubbia reputazione, come Euromilano), non lo sono certo per la sottoscritta e per il senatore Marton, perché facciamo politica temporaneamente per rendere visibili quelli che solitamente non esistono per nessuno. In questi giochi tutti devono essere vincitori, oppure significa che qui qualcuno la sta facendo sporca. Si,  perché, a fronte di situazioni in cui grandi hanno ottenuto quanto desideravano ottenere, i piccoli, che hanno chiesto poco più di briciole, chiamate diritti, non hanno ottenuto nulla, e vengono continuamente schiacciati. E ora ignorati nonostante lo sforzo della Prefettura.

Inaccettabile.

Per queste persone il fattore tempo è una variabile fondamentale in considerazione, lo sappiamo bene. Non pensi nessuno di fare leva su questa debolezza per poi additare l’insuccesso, semplicemente per il fatto che i lavoratori dal 6 agosto hanno accolto la proposta dei 2 milioni di euro.

Qui urge chiarezza. Senza ulteriori esitazioni e frottole

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