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Città metropolitana, democrazia dispera

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Domenica prossima ci saranno le ​”​elezioni​”​ per la Città metropolitana di Milano e noi purtroppo non ci saremo. Sono elezioni di secondo grado, votano solo i consiglieri comunali e i sindaci, meno dello 0,5% degli elettori. In questa strana elezione  di secondo livello, introdotta dalla legge 56/2014 detta Delrio, sono stati posti dei limiti tali da favorire i partiti tradizionali, molto radicati sul territorio, a scapito dei nuovi movimenti come il M5S.

Così, occorreva avere almeno 103 firme di sottoscrizione di consiglieri comunali milanesi, che non abbiamo perchè il Movimento è presente elettoralmente da pochissimi anni e non ha ancora eletti in tutti i comuni. La lista M5S è stata presentata e ricusata dall’Ufficio elettorale della Provincia il 10 settembre.

La settimana scorsa i nostri candidati hanno fatto accesso agli atti per andare​ vedere come  realmente stanno le cose. Valeva la pena di perdere un po’ di tempo tra le scartoffie. Sotto sotto, gatta ci cova…

Dal verbale dell’Ufficio Elettorale si scopre un dato importantissimo, certificato dall’Ufficio che segue tutto il procedimento elettorale: ​”…mentre la Città metropolitana, seppure istituita, acquista titolarità giuridica dal 1° gennaio 2015.”​

Quindi, dopo il 28 settembre si avrà il Consiglio del​la Città metropolitana ma ​giuridicamente ​non cont​a nulla  ​fino al 1 gennaio.

Allora, a cosa serve tutta questa fretta di andare al voto il 28 settembre, se poi il Consiglio metropolitana non ​funzionerà per dei mesi?

​La fretta di indire le elezione ad agosto è una “truffa elettorale”, a prescindere, direbbe Totò.

Riccardo Olgiati, delegato di lista per la città metropolitana di Milano

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