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Visita al Centro Polaris dell’Università Bicocca

Visita al Centro Polaris dell’Università Bicocca

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Nei giorni scorsi sono andato a visitare il Centro Polaris dell’Università Bicocca, un centro specializzato nella ricerca sugli effetti ambientali e sanitari dell’inquinamento dell’aria.

La professoressa Marina Camatini, responsabile del centro, mi ha spiegato le attività che si svolgono nella struttura. E’ stata l’occasione per fare il punto sulla ricerca e sulle politiche contro l’inquinamento dell’aria. La professoressa ha evidenziato come i limiti di legge attualmente in vigore siamo ormai superati in quanto si basano ancora sulla concentrazione di polveri per metro cubo di aria, mentre invece non è tanto la quantità di polveri quello che conta, quanto la composizione chimica delle stesse (difatti non tutte le polveri sono pericolose per la salute umana alla stessa maniera).

La normativa dovrebbe invece occuparsi maggiormente delle fonti emissive, quali il traffico su gomma (e in particolare i motori diesel), le biomasse, il riscaldamento degli edifici ma anche il grande tema dei prodotti nanotecnologici.

Il quadro normativo sul riscaldamento degli edifici e sulla mobilità privata appare generalmente ben definito ma mancano i controlli, così come i provvedimenti previsti dai piani regionali devono trovare concreta attuazione.

Manca una monitoraggio dettagliato del particolato PM 2,5, mentre è invece del tutto assente la normativa riguardo le polveri ultrafini sia per quanto riguarda le emissioni da processi di combustione sia rispetto all’utilizzo di prodotti nanotecnologici, in fortissimo sviluppo negli ultimi anni.

Infine abbiamo visitato i laboratori di ricerca e ci sono state mostrate le attività di studio della Carbon Footprint del Centro.

Purtroppo di queste problematiche se ne parla troppo poco; anche l’attenzione dei media, molto forte fino a qualche anno fa, ora è scemata notevolmente. Sui danni alla salute derivanti dall’inquinamento dell’aria è calato il silenzio e manca una forte presa di coscienza da parte della società civile. Anche il raccordo tra enti pubblici preposti a legiferare sulla materia e i centri di ricerca latita.

Insomma, di cose da fare su questo fronte non mancano e noi cercheremo da fare la nostra parte in Regione Lombardia!

Gianmarco Corbetta – Consigliere Regionale M5S Lombardia

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